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Quanto guadagnano con Sanremo 2026 il Comune, gli artisti e le tv

Sanremo 2026, quando guadagnano il Comune, gli artisti e la tv con il Festival della canzone italiana: le cifre dell'attesissimo evento musicale

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Tutto pronto per il Festival di Sanremo 2026: il Teatro Ariston si appresta a ospitare la 76esima edizione della kermesse musicale più importante d’Italia. Un evento attesissimo che genera un enorme volume di affari. Oltre a chiedersi chi vincerà, molti spettatori sono curiosi di sapere quanto guadagnano il Comune, gli artisti e le tv dal Festival di Sanremo: proviamo a scoprirlo.

I guadagni di Sanremo 2026: Comune, artisti e tv

Il Festival della canzone italiana si riflette in maniera diretta sui conti del Comune di Sanremo: come si legge su ‘Repubblica’, nel bilancio di previsione del 2026 è indicata un’entrata di 7,93 milioni di euro derivante dall’accordo con la Rai per l’organizzazione e la trasmissione dell’evento musicale più atteso dell’anno.

L’accordo tra Comune e Rai, valido per il triennio 2026-2028, prevede un corrispettivo fisso annuale a cui bisogna aggiungere una quota variabile dell’1% sui ricavi pubblicitari generati dalla kermesse. In più vanno sommati anche gli effetti indiretti sul territorio, come la tassa di soggiorno e l’indotto per le attività commerciali nella settimana del Festival.

Risulta più complesso stabilire i guadagni dei cantanti in gara: ogni artista, in base ai nuovi accordi, dovrebbe ricevere un rimborso spese di 75.000 euro, in crescita rispetto ai 53.000 euro del 2025. Tale cifra, tuttavia, non rappresenta un vero e proprio guadagno, perché serve a coprire una serie di costi come: l’alloggio e la permanenza durante il Festival, i viaggi e i trasporti, i compensi per i musicisti e i collaboratori, i costi organizzativi dello staff e quelli per trucco, stylist e acconciatura.

Non esistono, inoltre, premi in denaro per il vincitore del Festival o per gli artisti che si piazzano nelle prime posizioni. I guadagni per i cantanti, al netto dei rimborsi spese, sono in prospettiva: partecipare a Sanremo garantisce una vetrina in grado di aumentare la popolarità e di conseguenza le vendite e gli streaming musicali, con un ritorno economico che arriva anche dalla possibilità di andare in tour, dagli sponsor e da una maggiore esposizione televisiva e sui vari social network.

Nel corso della tradizionale serata dedicata ai duetti e alle cover, i cantanti in gara si esibiscono sul palco del Teatro Ariston anche insieme a un ospite: i compensi per un artista italiano si aggira sui 4.000 euro, mentre per ospiti stranieri o gruppi si sale a 8.000 euro. Per i grandi ospiti internazionali, invece, il cachet può arrivare anche a 100.000 euro.

Per quanto riguarda la tv, sul ‘Corriere della Sera’ si legge che a fronte di circa 75 milioni di euro di ricavi pubblicitari, tolti i 20 milioni di euro di costi, restano circa 50 milioni di euro di margine lordo. Il Festival di Sanremo rappresenta una delle rare produzioni capaci di autofinanziarsi e sostenere il bilancio della tv pubblica, vivendo di sponsor, partnership e iniziative finanziarie.

L’impatto complessivo del Festival

Secondo un’analisi realizzata dalla società di consulenza EY-Parthenon, il Festival di Sanremo 2026 genera un impatto complessivo di 252 milioni di euro, in aumento rispetto ai 245 milioni di euro dell’edizione passata. Il contributo al Pil ammonterebbe a circa 96 milioni di euro, con più di 1.300 posti di lavoro creati.

Un recente report dell’Università Niccolò Cusano ha affrontato il tema legate alle trasformazioni economiche e di consumo del Festival: l’edizione 2025 ha fatto registrare una media del 66,38% di share televisivo, arrivando fino al 73,1% per la serata finale con 13.427.000 spettatori.

Sul fronte della distribuzione e del mercato musicale, dai 115,9 milioni del 2012 si è arrivati ai 440 milioni del 2023, con il fatturato delle case discografiche aumentato di oltre il 260% anche grazie allo streaming.