Masterchef, com'è la Saint Honoré alla milanese di Iginio Massari
La Saint Honoré alla milanese di Iginio Massari a MasterChef è complessa, richiede rigore nelle cotture e controllo delle consistenze oltre all'estetica
Nella puntata del 29 gennaio, MasterChef Italia ha alzato bruscamente l’asticella: sotto la Mystery Box c’erauna prova pensata per sfidare tecnica e gestione del tempo, ovvero la realizzazione della Saint Honoré alla milanese, di Iginio Massari, affiancato nella puntata dalla figlia Debora.
Come si prepara la Saint Honoré alla milanese di Massari
Nel Pressure Test di pasticceria, gli undici aspiranti chef hanno avuto due ore e trenta minuti per realizzare la Saint Honoré “alla milanese” firmata Massari. Una costruzione a strati che, oltre all’impatto visivo, richiede precisione assoluta su cotture e consistenze senza margini di improvvisazione.
La base si discosta dalla versione francese più tradizionale, legata alla pasta sfoglia; la variazione proposta in trasmissione punta invece sul pan di Spagna, alternato a più passaggi di crema e completato da bignè caramellati e decorazioni a ciuffi, tra chantilly e crema al cioccolato. Una vera “torta-architettura”, da montare mantenendo ordine e pulizia.
Nella puntata del programma, la richiesta dei Massari ha riguardato una Saint Honoré strutturata per livelli e rifiniture: il modello prevedeva tre strati di pan di Spagna e tre strati di crema chantilly all’italiana, alternati secondo una sequenza rigorosa.
La parte superiore ha rappresentato l’elemento più riconoscibile del dolce: i bignè caramellati, disposti a corona, e una decorazione a spuntoni che richiama la forma dei “gianduiotti”. Sono risultate decisive, in questa fase, sia la corretta cottura dei bignè sia la gestione del caramello, chiamato a garantire lucentezza e tenuta senza scurirsi o diventare amaro.
Accanto alla chantilly, la versione collegata alla Saint Honoré all’italiana include anche una componente al cioccolato, sotto forma di mousse utilizzata per la finitura. La composizione prevede inoltre la bagna al liquore Strega sui dischi di pan di Spagna e una rifinitura laterale con pan di Spagna sbriciolato.
A rendere la prova particolarmente complessa è stata dunque la necessità di coordinare preparazioni diverse: pan di Spagna da cuocere e rifilare, bignè da cuocere e farcire, crema pasticcera da controllare nelle consistenze, panna da montare e incorporare, oltre al caramello da portare a temperatura.
Chi ha realizzato meglio la Saint Honoré di Massari a MasterChef
All’assaggio, le differenze tra le prove sono emerse in modo netto, soprattutto sul fronte dei bignè e del caramello. La Saint Honoré di Niccolò è stata giudicata distante dall’originale, con bignè gommosi e caramello non riuscito.
Dounia, invece, ha scelto di usare la Green Pin per ottenere dieci minuti extra: una decisione che ha portato a una torta con bignè ben riusciti, caramello corretto e una crema al cioccolato dal buon equilibrio.
Matteo Rinaldi ha presentato un dolce non impeccabile dal punto di vista estetico, ma solido nella struttura interna, con pan di Spagna ben inzuppato e creme giudicate bilanciate.
Carlotta, pur affrontando la prova con determinazione, ha incontrato difficoltà in due passaggi cruciali: una crema al cioccolato poco montata e un caramello bruciato, elementi che hanno compromesso la resa complessiva.
Tra gli altri concorrenti, Dorella ha portato una torta incompleta, con bignè crudi e panna granulosa. Dottor Lee ha mostrato un pan di Spagna soffice, ma con una disposizione irregolare dei bignè e una bagna poco percepibile. Irene ha alternato buone sensazioni al gusto a un aspetto disordinato, mentre Jonny ha caramellato correttamente i bignè senza però essere generoso nella farcia. Teo ha lavorato su bignè regolari, ma con farcitura e bagna ritenute insufficienti.
La selezione dei migliori ha portato a una serie di salvataggi progressivi. Le prove più problematiche sono rimaste quelle di Iolanda e Dorella. Iolanda è stata eliminata nella prova di pasticceria anche per criticità legate alla crema non cotta, indicata come potenzialmente rischiosa per il consumo.
Da quel momento, la serata di MasterChef ha proseguito con le prove successive, ma il passaggio chiave era già stato tracciato: la top ten si è avvicinata dopo una sfida in cui la pasticceria ha funzionato come vero filtro tecnico e mentale.
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