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Royal Pop mania in Italia: perché tutti vogliono questi orologi

Il nuovo orologio Royal Pop, prodotto da Swatch in edizione limitata, ha fatto impazzire tutti: ecco cosa sta succedendo in Italia e nel mondo

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Orde di collezionisti, appassionati e semplici curiosi hanno preso d’assalto i negozi Swatch in tutto il mondo, in occasione del lancio di un nuovo orologio che ha già creato il caos: si tratta del Royal Pop, il remake – dal prezzo decisamente più accessibile – di una vera e propria icona del lusso internazionale. L’orologio da taschino, infatti, trae ispirazione dal celebre Royal Oak realizzato da Audemars Piguet, una creazione che può arrivare a costare tranquillamente oltre i 30mila euro. Per la nuova versione di Swatch, ideale per tutte le tasche, la folla è impazzita: scopriamo cosa sta succedendo, sia in Italia che nel resto del mondo.

Che cos’è il nuovo orologio Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet

Sabato 16 maggio 2026, una data fatidica per milioni di persone in tutto il mondo: Swatch, la storica azienda elvetica di orologi da polso, ha lanciato il suo ultimo modello attesissimo da collezionisti e semplici appassionati. Stiamo parlando del Royal Pop, un coloratissimo orologio da taschino – una vera e propria “novità” nel settore dell’orologeria contemporanea – che segna una piccola rivoluzione. La nuova creazione è ispirata al Royal Oak, uno dei top di gamma nato nel 1972 dall’ingegnere-designer Gérald Genta e firmato da Audemars Piguet.

Il Royal Pop non è certo un orologio come tanti: frutto della collaborazione proprio tra Swatch e Audemars Piguet, è disponibile in 8 varianti e presenta una cassa in bioceramic dai vivaci colori a contrasto che richiamano l’arte pop, da cui trae ispirazione. Inoltre, si rivela essere un modello estremamente versatile, grazie ad un cordino in pelle di vitello fornito in dotazione, con il quale l’orologio può essere indossato in tasca, al collo, al polso o attaccato alla borsa (è persino possibile utilizzare l’apposito supporto per trasformarlo in un orologio da tavolo).

Ma quanto costa un Royal Pop? L’orologio da taschino ha un prezzo decisamente accessibile, soprattutto considerando le valutazioni del modello originale, il lussuoso Royal Oak: in negozio lo si trova dai 385 ai 400 euro, ma sul web ha già preso piede un mercato nero che ha fatto schizzare i prezzi alle stelle (si toccano già i 1.000 euro al pezzo). Tutto questo nonostante Swatch abbia imposto una regola stringente, con la quale consente l’acquisto di un solo orologio al giorno per ciascuna persona.

Code e risse in Italia per il nuovo Royal Pop

L’uscita del Royal Pop, attesissima da milioni di persone in tutto il mondo, ha suscitato il caos: in Italia, la situazione ha rischiato in fretta di degenerare. Tantissimi appassionati hanno fatto ore – se non giorni – di fila davanti alle porte dei negozi Swatch delle più grandi città, pronti ad accaparrarsi per primi uno dei modelli iconici dell’azienda svizzera. A Milano, in diverse aree è stato necessario piazzare delle transenne per contenere le lunghissime code, e presso alcuni punti vendita ci sono state delle risse – prontamente sedate dalla security – e dei momenti di tensione a seguito dell’annuncio che tutti i modelli presenti erano ormai stati venduti.

Stesso problema anche a Roma, dove moltissime persone sono rimaste deluse dal fatto di non essere riuscite ad acquistare uno dei Royal Pop tanto attesi. C’è persino chi ha deciso di rimanere in fila nonostante le vendite fossero state chiuse, nella speranza che la situazione potesse cambiare. Scene simili si sono verificate in tutta Italia, con migliaia di persone assiepate lungo i marciapiedi, talvolta anche in presenza di condizioni meteorologiche avverse. E nel resto del mondo? Alcuni punti vendita, come quello presente all’interno del Mall of the Emirates a Dubai, quelli di Londra e di altre grandi metropoli, hanno persino rinunciato ad aprire i battenti per “motivi di sicurezza pubblica”, nel malcontento dei tantissimi clienti pronti al loro acquisto.