Gino Sorbillo apre Pop a Milano, il fast food della pizza
Gino Sorbillo ha deciso di aprire in centro a Milano un nuovo locale, Pop, che offre pizza napoletana con il modello del fast food americano
Quando si parla di pizza napoletana contemporanea, il nome di Gino Sorbillo è tra i più riconoscibili in Italia e all’estero. Discendente di una storica famiglia di pizzaioli attiva dal 1935 in via dei Tribunali a Napoli, Sorbillo è diventato famoso anche a livello internazionale. Ora l’imprenditore campano ha deciso di lanciare un nuovo progetto che promette di far parlare, Pop – People of Pizza, che pare sarà il primo fast food della pizza napoletana in Italia.
L’apertura di Pop Pizza a Milano: il progetto e le location
Pop, acronimo di People Of Pizza ma anche richiamo diretto alla parola “popolare”, ha aperto a pochi passi dal Duomo, in via Cappellari 3, nel cuore pulsante di Milano. Una posizione strategica, tra piazza Diaz e via Mazzini, in una delle zone a più alta densità turistica e commerciale della città. La scelta della location non è casuale dato che il locale, visto anche il format, punta a intercettare un flusso continuo di clienti.
L’inaugurazione di Pop è prevista per oggi 18 febbraio ed è stata realizzata attorno ad una campagna social che sponsorizza il menu speciale che avrà un prezzo simbolico di 9,90 euro. Dopo i nuovi locali aperti a Roma l’anno scorso, Pop si inserisce così nella famiglia delle insegne già firmate Sorbillo. Ma rispetto a questi concept, qui si adotta un modello più ispirato ai fast food di matrice americana.
All’ingresso del locale milanese ci sono dei totem digitali per ordinare, proprio come nelle grandi catene internazionali. Il cliente sceglie cosa vuole mangiare, paga e attende il numero del proprio ordine sui monitor. Il progetto non si fermerà a Milano dato che è già prevista una seconda apertura al Centro Commerciale Campania di Marcianise, in provincia di Caserta.
Il menù e i prezzi di Pop: pizza napoletana e American style
Il cuore del nuovo progetto di Gino Sorbillo è quello di proporre la pizza come alimento quotidiano, accessibile e immediato. Il menu si divide in due grandi filoni che comprendono la pizza napoletana classica ma anche una linea in stile americano. Nella prima categoria trovano spazio le versioni tradizionali come Margherita e Marinara, proposte a partire da 5,90 euro, mentre le altre varianti arrivano fino a 7,90 euro.
Accanto alle pizze italiane, Sorbillo introduce una proposta american style con impasto più alto, cornicione pronunciato e maggiore quantità di formaggio. La Margherita in questa versione viene proposta a 8,90 euro, mentre la Pepperoni, con il tipico salame piccante statunitense, arriva a 9,90 euro. Non mancano interpretazioni particolari come la pizza hawaiana con l’ananas che viene 10,90 euro e la Chilly con il peperoncino piccante, sempre allo stesso prezzo.
Il vero elemento distintivo di Pop è, però, il menu completo a 9,90 euro. A questa cifra si ottiene una pizza classica, tre pezzi di fritto e una bibita piccola. Le varianti del menu propongono pizze più elaborate e arrivano a costare 11,90 o 13,90 euro, soprattutto per le pizze American style.
La sezione fritti rappresenta un omaggio diretto alla tradizione partenopea. Oltre alle patatine “classiche”, infatti, Pop propone frittatine di pasta, crocchè, arancini e ciliegine di mozzarella, proposte a 2,90 euro al pezzo. Per chi desidera qualcosa di dolce, le opzioni includono graffe napoletane e maritozzi con panna a 3,90 euro.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Angelo col volto di Giorgia Meloni nella basilica a Roma? Il caso
-
San Valentino 2026, i ristoranti stellati con conto sotto 80 euro
-
Ristorante non scalda omogeneizzato per neonato: caso in Piemonte
-
Con Bentornati al Sud Castellabate sogna un nuovo boom turistico
-
Masterchef, Giorgio Locatelli e la clamorosa gaffe sulla Sardegna
-
Area marina protetta di Capri, caso Faraglioni: "Inaccettabile"
-
Semafori intelligenti in arrivo a Roma: come funzionano
-
Il pesce lucertola diamante ha invaso il Mediterraneo: i rischi
-
I migliori vini italiani da bere nel 2026 per Gambero Rosso

