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Quanto guadagna un direttore d'orchestra al Festival di Sanremo

Quanto guadagna un direttore d'orchestra al Festival di Sanremo: i compensi e quali sono le differenze con le edizioni passate della kermesse musicale

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il Festival di Sanremo non potrebbe esistere senza i direttori d’orchestra: alcuni di loro diventano famosi, come il compianto Beppe Vessicchio, altri invece restano lontani dai riflettori, ma tutti sono fondamentali per le esibizioni dei cantanti in gara.

Sono in molti a chiedersi quanto guadagnino i direttori d’orchestra a Sanremo: a questa domanda ha provato a rispondere uno di loro, Enrico Melozzi, presenza fissa sul palco dell’Ariston ormai da una decina di anni.

La rivelazione di Melozzi sui guadagni di un direttore d’orchestra a Sanremo

Enrico Melozzi, nel corso del suo intervento al podcast di Emilio Pizzimenti, ha parlato così dei compensi per i direttori d’orchestra al Festival di Sanremo:  “Io ho il prezzo fisso ormai dal 2019, prima guadagnavo 8.000 euro ad artista, che non è tanto ma neanche poco. Ora i prezzi sono scesi perché è aumentata la concorrenza, prima si guadagnava un po’ di più. Adesso il range è un po’ più basso. Sono circa 4-5.000 ad artista. C’è gente che ci va pure gratis, in tanti vogliono andare a dirigere a Sanremo pensando di diventare famosi ma ve lo dico, non succede, non diventi famoso per quello. La presentazione dura due secondi, si diventa famosi solo se si canta la canzone”.

Parlando della propria esperienza personale, Melozzi ha spiegato: “Io non vado a Sanremo per guadagnare, il mio guadagno è totalmente da un’altra parte. Mi piace comunque dirigere l’orchestra, sono malato di musica e lo faccio volentieri”.

Immancabile un passaggio su Beppe Vessicchio, il direttore d’orchestra di Sanremo rimasto più di tutti nel cuore degli spettatori: “Vessicchio è un altro discorso, lui è diventato famoso parlando. Il frammento per un direttore d’orchestra è talmente piccolo, hai due secondi a serata, è veramente poco”.

Tutti i direttori d’orchestra di Sanremo 2026

In totale sono 21 i direttori d’orchestra del Festival di Sanremo 2026: alcuni di loro dirigono più artisti, mentre altri uno solo dei trenta big in gara. Tra i più attivi c’è sicuramente Valeriano Chiaravalle che oltre a Eddie Brock, Sal Da Vinci, Francesco Renga e la coppia formata da Fedez e Marco Masini, ha diretto anche Angelica Bove, arrivata seconda nella categoria delle giovani proposte.

Il maestro Enzo Campagnoli è il direttore di orchestra di Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay, mentre Carmelo Patti dirig J-Ax, il duo Maria Antonietta e Colombre e Tommaso Paradiso; lo stesso Patti ha diretto il vincitore tra le nuove proposte, Nicolò Filippucci.

Enrico Melozzi, che nel 2025 aveva riaperto il caso Amatriciana, rivendicando le sue origini abruzzesi, dirige la band delle Bambole di Pezza e Leo Gassmann; Enrico Brun è il direttore d’orchestra per le esibizioni di Mara Sattei ed Enrico Nigiotti, mentre lo stesso compito tocca a Riccarzo Angirolami per Nayt dopo la nuova proposta Mazzariello.

Sono questi, invece, i nomi dei direttori d’orchestra che dirigono un solo artista sul palco del Teatro Ariston: Nicole Brancale per la sorella Serena Brancale; Fabio Barbana per Raf; Giuseppe Barbera per Arisa; Carolina Bubbico per Ditonellapiaga; Diego Calvetti per Ermal Meta; Golden Years per Fulminacci; Fausto Cigarini per Chiello; Francesco D’Alessio per LDA e Aka7even; Alterisio Paoletti per Michele Bravi; Daniele Parziani per Malika Ayane; Adriano Pennino per Luché; Valter Sivilotti per Patty Pravo; Alessandro Trabace per Levante; Roberto Molinelli per Arisa nella serata delle cover.