Origine della Carbonara, a Roma prima degli americani: la svolta
Nuove fonti storiche riscrivono la storia della carbonara: potrebbe essere nata non grazie agli americani ma ben prima della Seconda Guerra Mondiale
La cucina italiana è uno dei patrimoni culturali più riconosciuti e amati al mondo. Tra i piatti simbolo della gastronomia nazionale, pochi possono vantare la popolarità della carbonara che, però, è spesso oggetto di discussioni infinite. Vengono, infatti, messi in discussione non solo gli ingredienti di questo piatto ma anche la sua storia. Una nuova teoria in particolare parla dell’origine della carbonara che sarebbe nata ben prima della guerra.
La nuova teoria: la carbonara esisteva prima della guerra
La pasta alla carbonara è diventata un’icona globale, celebrata ogni anno anche con il Carbonara Day. Uova, guanciale, pecorino romano e pepe nero: quattro ingredienti che hanno fatto la storia e che continuano ad alimentare il dibattito non solo su “come” si prepari la carbonara, ma soprattutto su “dove” e “quando” sia nata davvero. Per decenni si è data quasi per scontata una versione sulla sua origine. Oggi, però, una scoperta rimette tutto in discussione e apre scenari nuovi. Per molto tempo la nascita della carbonara è stata collocata nella Roma della Seconda guerra mondiale.
Secondo questa ricostruzione, il piatto sarebbe nato quasi per caso dopo l’arrivo delle truppe statunitensi nel 1944. I soldati americani, si raccontava, disponevano di razioni contenenti uova in polvere e bacon. L’incontro tra questi ingredienti e la pasta italiana, arricchita con formaggio grattugiato, avrebbe dato vita a quella che poi è stata chiamata carbonara. Questa teoria ha retto a lungo soprattutto grazie all’evidente affinità tra uova e pancetta, binomio tipico delle colazioni anglosassoni. È sempre mancata, però, una prova storica diretta che raccontasse davvero la nascita del piatto.
‘Gambero Rosso’, però, ora parla di una svolta arrivata da un documento del 1939. In quell’anno, su un quotidiano olandese pubblicato nelle allora Indie Orientali, compare un articolo di viaggio ambientato a Roma. Nel testo, firmato da una giornalista europea in missione nella capitale, si parla esplicitamente di “spaghetti alla carbonara” serviti in una trattoria di Trastevere. Non sappiamo con precisione come fosse preparata quella carbonara degli anni Trenta, ma questa è sicuramente una testimonianza del fatto che il piatto esisteva già. Questo sposterebbe indietro di almeno un decennio la comparsa della carbonara.
Le “vecchie teorie” sull’origine della carbonara
La teoria americana, oggi ridimensionata, sull’origine della carbonara resta comunque la prevalente. Più che aver inventato la carbonara, i soldati statunitensi potrebbero averne favorito la diffusione internazionale, soprattutto negli Stati Uniti dove il piatto ha conosciuto un successo enorme.
Accanto a questa ipotesi, esistono da tempo anche altre ricostruzioni sull’origine del piatto, spesso legate a specifici territori. Una delle più discusse riguarda Monteleone di Spoleto, borgo umbro che rivendica un ruolo centrale nella genesi del piatto. Secondo questa versione, la carbonara deriverebbe dagli “strascinati”, una pasta rustica documentata già nel Quattrocento, condita con uova, pecorino e carne di maiale. Una preparazione ricca e nutriente che nel tempo sarebbe arrivata a Roma attraverso migrazioni interne.
Un’altra teoria collega la carbonara ai carbonai, lavoratori itineranti che producevano carbone tra Lazio e Abruzzo. Durante le trasferte, questi si sfamavano con piatti semplici ma sostanziosi, basati su ingredienti facilmente reperibili e conservabili: uova, formaggio stagionato e salumi. Il pepe nero, abbondante, avrebbe ricordato simbolicamente la polvere di carbone, dando origine anche al nome del piatto. In quest’ottica, la carbonara sarebbe un’evoluzione della più antica “cacio e ova”, diffusa nelle campagne appenniniche.
Non mancano interpretazioni più curiose, come quella che chiama in causa una nobildonna del Polesine che nell’Ottocento avrebbe ospitato riunioni segrete della Carboneria, servendo un piatto simbolico a base di uova e formaggio. Un racconto suggestivo, ma privo di riscontri documentari solidi.
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