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Natale 2026, panettoni a rischio in Italia? Sfogo dei pasticceri

Le proteste degli autotrasportatori che hanno paralizzato per giorni il Sud Italia hanno messo a rischio i panettoni: lo sfogo dei pasticceri

3 min di lettura

Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Panettoni

Avremo un Natale senza panettone? Sembra un’affermazione a dir poco assurda, e in effetti la situazione non è – almeno per il momento – così drammatica. Ma dal Sud Italia è scattato l’allarme: le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante, che per giorni hanno paralizzato decine di città e provocato gravi disagi alla popolazione, potrebbero avere conseguenze anche nel settore della pasticceria. A produzione ormai avviata, visto l’avvicinarsi delle feste natalizie, molte attività del Meridione hanno visto le scorte in rapido esaurimento e all’orizzonte si è profilato il rischio di non poter sopperire alla richiesta di panettoni che, ogni anno, va aumentando. Ecco cosa sta succedendo.

Le proteste dei tir mettono a rischio i panettoni?

Siamo ormai entrati in quel periodo dell’anno caratterizzato dalle prime presenze natalizie tra le corsie dei supermercati: mentre ancora sono esposte le decorazioni a tema horror per Halloween, molti hanno già caricato sugli scaffali qualche sporadico panettone. Anche la produzione artigianale ha preso il via, con alcuni dei più grandi maestri pasticceri che si stanno dando da fare per mettere sul mercato una quantità sufficiente di panettoni, visto che la richiesta continua ad aumentare ad ogni Natale.

Ma quest’anno c’è un problema: i blocchi stradali messi in atto dagli autotrasportatori nel Sud Italia per protestare contro i rincari del carburante hanno fermato i rifornimenti mettendo in ginocchio intere regioni del Meridione. In che modo tutto ciò è legato al Natale? I pasticceri hanno lanciato il loro accorato allarme sul rischio di rimanere senza materie prime e di non poter così procedere alla produzione di panettoni.

Lo sfogo dei pasticceri

Come riportato da “Gambero Rosso” nella giornata di venerdì 23 ottobre, alcuni grandi maestri della pasticceria italiana si sono detti già in difficoltà. Sal De Riso, proprietario di uno storico locale della Costiera Amalfitana, ha ammesso: “Siamo completamente rovinati. Se non si sblocca niente questo weekend saremo costretti a interrompere la produzione”. Il pastry chef campano, comunque solidale alla causa degli autotrasportatori, ha riflettuto sul fatto che tali proteste dovrebbero essere estese a tutta l’Italia, per non rischiare di penalizzare solamente i commercianti del Sud.

Sal De Riso non è certo l’unico ad avere avuto problemi con i rifornimenti. Raffaele Vignola, titolare di una pasticceria artigianale in provincia di Avellino, ha rivelato: “Posso resistere ancora una quindicina di giorni, ma il latte devo dire che mi è arrivato dopo 4 giorni dalla richiesta”. A scarseggiare sono principalmente i tuorli liquidi, impiegati nella produzione dei grandi lievitati: “Il problema più grande adesso per la pasticceria sono le uova. Di certo, vista la mole di prodotto che usiamo, non possiamo metterci a romperle una ad una” – ha confessato Anna Belmattino, proprietaria dell’omonimo laboratorio in provincia di Salerno.

Ma i panettoni sono davvero a rischio? C’è ancora cauto ottimismo tra i pasticceri, seppure la situazione non sia delle più favorevoli: “Spero di no, voglio essere ottimista. Mi auguro che il Governo trovi un compromesso e dia un sostegno reale che tenga in conto di tutte le parti in causa” – ha concluso la Belmattino, che si sente particolarmente colpita dal momento che suo marito è un autotrasportatore – “Ci voleva un piccolo scossone. Ed è giusto che ci fermiamo, che supportiamo anche noi pasticceri e produttori la filiera in difficoltà”.

Venerdì 23 ottobre, intanto, i camion sono ripartiti. Lo sciopero è stato sospeso in vista del tavolo in programma il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Per il ritorno alla normalità dei servizi, però, servirà ancora un po’ di tempo.