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A Napoli il Parco Marino Sommerso di Gaiola dà spettacolo

A Napoli un nuovo video sul Parco Marino Sommerso di Gaiola rivela il ricco patrimonio naturale di flora e di fauna che caratterizza tutta l'area

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Il Parco Sommerso di Gaiola è una delle aree marine protette più affascinanti del Mediterraneo. Qui il blu del mare nasconde un patrimonio naturale e archeologico straordinario, fatto di fondali ricchissimi di vita e di testimonianze storiche che raccontano secoli di rapporto tra l’uomo e il mare. Negli ultimi giorni, nuove immagini provenienti dai fondali della Gaiola hanno riacceso l’attenzione su questo gioiello. Video e riprese subacquee mostrano uno spettacolo che conferma quanto il Parco Marino Sommerso di Gaiola sia un laboratorio naturale di enorme valore scientifico.

Le immagini dei fondali dell’Area Marina Protetta della Gaiola

Le riprese che stanno facendo il giro del web arrivano direttamente dal cuore del Golfo di Napoli e sono state realizzate dai subacquei coinvolti nel progetto URCHIN – Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples. Si tratta di un’iniziativa scientifica che ha l’obiettivo di studiare in modo approfondito l’ambiente delle zone più profonde dell’Area Marina Protetta.

Grazie a diverse immersioni i ricercatori hanno potuto documentare la presenza di estese aree colonizzate da una straordinaria varietà di organismi marini. A una profondità compresa tra i 15 e i 20 metri, tra il Parco Sommerso di Gaiola e la Nisida, si estende un habitat riconosciuto anche come Zona Speciale di Conservazione europea. Qui convivono coralli, spugne, briozoi, ascidie, molluschi, crostacei e numerose specie di pesci, che creano un ecosistema ricco e variegato. Inoltre, da qualche tempo qui si trovano anche i cavallucci marini che nelle acque della Gaiola trovano un ambiente sicuro e ricco di risorse.

Le immagini raccolte dal progetto URCHIN non sono solo suggestive dal punto di vista estetico, ma fondamentali per comprendere lo stato di salute di questi fondali e pianificare strategie di tutela sempre più efficaci. Non è la prima volta che la Gaiola finisce sotto i riflettori. In passato, l’area è stata protagonista anche di programmi televisivi come Vista Mare ma anche di un approfondimento speciale con Alberto Angela.

L’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola

L’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola è un unicum nel panorama italiano. Situata lungo la costa che si estende dal Borgo di Marechiaro fino alla Baia di Trentaremi, quest’area marina protetta abbraccia 42 ettari di mare attorno alle Isole della Gaiola, nel Golfo di Napoli. È una delle aree protette più piccole d’Italia, ma anche una delle più dense di storia e biodiversità.

Qui, infatti, la natura convive con l’archeologia: sui fondali si trovano resti di ville romane e testimonianze di quando questa zona era luogo di villeggiatura dell’aristocrazia romana. Grazie alla straordinaria bellezza del paesaggio e alla posizione privilegiata, infatti, a partire dal I secolo a.C. questa porzione di costa divenne sede di lussuose ville. La più celebre è stata quella del Pausilypon, il cui nome significa “luogo dove cessano i dolori”, fatta costruire da Publio Vedio Pollione e poi divenuta villa imperiale sotto Augusto.

Per anni, poi, il mare della Gaiola ha sofferto l’impatto dell’inquinamento. L’istituzione dell’Area Marina Protetta nei primi anni duemila ha segnato un punto di svolta. Questo ha permesso una graduale rigenerazione degli habitat e il ritorno di specie che sembravano scomparse.