Il mistero degli oltre 60 gatti scomparsi nel Bellunese
Scompari più di 60 gatti nel territorio del Bellunese: nuovo esposto alla Procura da parte dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente

Nel territorio della provincia di Belluno si susseguono le segnalazioni legate alla scomparsa di gatti, in particolare tra Sedico e i comuni limitrofi: nel giro di pochi mesi sarebbero più di 60 gli animali di cui non c’è più traccia.
Scomparsi oltre 60 gatti nel Bellunese: il caso
Il dato relativo al numero di gatti scomparsi è stato riportato dall’Associazione italiana difesa animali che in poco tempo ha presentato due esposti alla Procura di Belluno. A Sedico, nelle settimane a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, molti proprietari hanno denunciato gatti mai tornati a casa.
Le prime ricostruzioni parlavano di una ventina di felini che mancavano all’appello, ma con il passare dei giorni il numero è salito, superando le 60 unità. In seguito all’esposto dell’associazione, sono iniziate le indagini e gli investigatori hanno trovato delle carcasse che in alcuni casi presentavano caratteristiche compatibili con l’attacco dei lupi.
La presenza di predatori, in questo caso i lupi, è un elemento che potrebbe spiegare solo in parte le sparizioni dei gatti: tra le piste più battute c’è quella relativa ai possibili sacrifici in occasione di Halloween, un timore espresso in vista della ricorrenza anche dalla popolazione di Ancona, altra città dove sono scomparsi diversi gatti nelle ultime settimane.
Molti felini sono svaniti senza lasciare alcuna traccia, alimentando così il timore di un atto umano deliberato: a tal proposito sono state avanzate altre ipotesi che portano dritte a un presunto ‘killer’ oppure a possibili atti legati a gruppi che torturano gli animali, riprendono tutto con lo smartphone e poi lo postano online.
I Carabinieri Forestali, di fronte alle numerose segnalazioni, hanno aperto un’inchiesta, intensificando le perlustrazioni sul territorio: nella zona del Bellunese, inoltre, sono state posizionate delle fototrappole in punti strategici.
L’appello dell’Associazione italiana difesa animali
L’Aidaa, Associazione italiana difesa animali e ambiente, ha chiesto che le indagini allarghino il proprio raggio d’azione anche al web e ha presentato un secondo esposto alla Procura di Belluno, con il quale ha sollecitato verifiche sui contenuti pubblicati online durante i mesi di agosto e settembre, quelli in cui si sono verificate più sparizioni.
Agli inquirenti è stato chiesto di accertare, attraverso gli organi competenti, se sui vari social network e sulle app di messaggistica siano stati diffusi video o filmati di gatti maltrattati o uccisi, riconducibili alle province di Belluno, Trento e Bolzano. Per l’associazione una parte delle persone coinvolte potrebbe aver lasciato tracce negli ambienti digitali e l’eventuale individuazione di materiale sarebbe fondamentale per fornire elementi utili a circoscrivere il fenomeno e individuare i responsabili.
Sul ‘Corriere della Sera’ sono state riportate le parole di Lorenzo Croce, responsabile dell’associazione, che ha espresso tutto il suo timore per un effetto emulazione che possa portare a nuovi episodi di maltrattamenti sui gatti:
“Temiamo un effetto emulazione e la presenza di sette, chiediamo ai padroni degli animali di essere più attenti possibile. Ad agosto sparirono 21 gatti, nonostante tutti gli allarmi che abbiamo sollevato e l’esposizione mediatica, le sparizioni continuano. I gatti vanno tenuti in casa almeno di notte, fino a quando non si saprà qualcosa di preciso”.
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