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Milano Cortina, perché la Svizzera vuole 2,8 milioni dall'Italia

Perché la Svizzera vuole 2,8 milioni dall'Italia per il piano traffico attorno al tunnel del Munt la Schera durante le Olimpiadi di Milano-Cortina

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Al termine delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, dalla Svizzera arriva una richiesta all’Italia per la gestione del traffico dei Giochi attorno al tunnel Munt la Schera, vicino al confine.

La Svizzera ha chiesto 2,8 milioni all’Italia per Milano Cortina

La vicenda è stata rilanciata dalla stampa svizzera: il Canton Grigioni ha quantificato in 2,6 milioni di franchi, poco più di 2,8 milioni di euro, la quota che l’Italia dovrebbe sostenere per il piano traffico predisposto nel corso dei Giochi Invernali attorno al tunnel del Munt la Schera, collegamento strategico tra l’Engadina e Livigno. La cifra sarebbe inferiore rispetto ai 5,5 milioni preventivati alla vigilia dell’appuntamento, quando dalla Svizzera temevano un vero e proprio assalto di spettatori e automobilisti verso la Valtellina.

La galleria Munt la Schera, chiamata anche galleria la Drossa o galleria Livigno, passa in direzione nord-sud sotto il Munt la Schera che le dà il nome, collegando la valle del lago di Livigno a sud con la valle del Forno a nord. Pur essendo completamente in territorio svizzero, in particolare nel comune di Zernez del cantone dei Grigioni, l’entrata sud della galleria si trova a circa 600 metri dal confine con l’Italia.

Pur senza ospitare nessuna gara delle Olimpiadi Invernali, i Grigioni hanno dovuto gestire una parte molto importante dei collegamenti di Livigno, scelta quale sede delle prove di discipline sportive come snowboard e freestyle. Tutto ciò ha richiesto un piano straordinario di mobilità che ha portato: navette speciali, potenziamento del trasporto pubblico e disposizione di accessi contingentati lungo una galleria già normalmente delicata da gestire.

I flussi, al termine della manifestazione, sono stati inferiori rispetto alle stime della vigilia e il costo complessivo per la gestione del traffico è sceso a circa 3,5 milioni di franchi, di cui il Cantone è disposto a coprirne 900.000: il resto, secondo l’amministrazione dei Grigioni, spetterebbe all’Italia, in base al cosiddetto principio di casualità.

La risposta della Regione Lombardia

Alla notizia della richiesta, cavalcata dai media elvetici, ha risposto così Massimo Sertori, Assessore regionale alla Montagna: “Ho appreso la notizia dalla stampa svizzera, da parte nostra non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale – le parole di Sertori riportate dal ‘Corriere della Sera’ – siamo pronti al confronto, quando arriverà la richiesta, discuteremo numeri, flussi e costi effettivi”.

Riguardo le stime, Sertori ha dichiarato: “Avevo detto che i flussi previsti erano sovrastimati e oggi i numeri dimostrano che la cifra finale è molto più bassa”. L’Assessore ha ricordato di aver contestato le stime svizzere sul traffico generato dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 ben prima dell’inizio della grande manifestazione sportiva.

Al momento l’ipotesi è che sul tavolo resta un contributo italiano compreso tra i 600.000 e i 700.000 euro, abbastanza lontani dai 2,8 milioni di euro richiesti dai Grigioni. La Regione Lombardia, tra l’altro, sta ancora aspettando l’approvazione ministeriale dell’ultima variazione relativa al trasporto pubblico per capire quali saranno effettivamente i fondi disponibili.

Sul ‘CorSera’ hanno ricordato anche l’importanza politica della vicenda: gli elettori dei Grigioni, attraverso referendum popolari, avevano bocciato quattro volte l’ipotesi di ospitare le Olimpiadi Invernali e nei mesi precedenti all’inizio di Milano-Cortina 2026, il tema dei costi sostenuti dal Cantone per un evento organizzato altrove non aveva fatto altro che alimentare ulteriori polemiche, generando anche interrogazioni parlamentari.