Turisti "cafoni" a Cortina e alle Dolomiti: scattano le multe
Al via il nuovo progetto per limitare il turismo "cafone" a Cortina e nella zona delle Dolomiti: servizi potenziati e multe salate in arrivo

Da diverso tempo le Dolomiti devono fare i conti con il turismo “cafone” che precedentemente, in Veneto, aveva coinvolto Venezia: l’incremento di episodi legati ai cattivi comportamenti dei visitatori è stato favorito anche ai nuovi flussi turistici trainati dalle Olimpiadi Invernali 2026 che Cortina ha ospitato insieme a Milano.
Stop al turismo “cafone” a Cortina e sulle Dolomiti
Al netto della grande manifestazione sportiva, il numero di visitatori nel distretto delle montagne bellunesi era già aumentato nel 2025 con un milione e 118 mila turisti, l’11% in più rispetto all’anno precedente.
La maggiore presenza di visitatori espone la zona a comportamenti inadeguati di persone che spesso approcciano agli ambienti di montagna ignorando le regole basilari del buon senso. Uno degli episodi più recenti risale a un paio di settimane fa, quando un elicottero del soccorso alpino non riusciva ad atterrare perché diversi turisti stazionavano sulla piazzola di sosta.
Le cronache, inoltre, sono piene di racconti di persone che affrontano in infradito i sentieri della conca ampezzana per raggiungere le acque cristalline del lago di Sorapis, oppure di segnalazioni riguardanti la movida molesta, con musica a tutto volume anche a 2.000 metri di altezza.
Tali comportamenti, più che una questione di decoro, rappresentano un rischio sia per l’ambiente che per gli stessi turisti: a tal proposito le istituzioni si sono riunite per studiare nuove soluzioni che possano educare i visitatori anche con l’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le regole.
L’accordo per le multe ai turisti “cafoni”
Per arginare il fenomeno dei comportamenti esasperanti di alcuni turisti, si sono mosse le istituzioni a più livelli: di recente è diventato operativo un accordo tra la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina, volto a rinforzare l’organico della polizia locale che contava pochi effettivi.
A breve partiranno i primi servizi di sensibilizzazione nelle aree più frequentate delle Dolomiti, da parte degli agenti di polizia provinciale che può disporre di un organico di 27 operatori. A coordinare il progetto sarà il comandante della Polizia Locale di Cortina d’Ampezzo; l’obiettivo è quello di affrontare al meglio la sfida dell’overtourism per tutelare il territorio e la comunità.
A Cortina si è già svolta la prima riunione operativa del tavolo di coordinamento e gli agenti della polizia provinciale stanno per entrare in servizio con orari straordinari: il piano prevede una decina di servizi al mese fino alla fine di settembre.
L’iniziativa è stata commentata così da Dario Bond, assessore regionale alla Montagna: “Il turismo è una straordinaria opportunità e va governato con responsabilità, investendo sulla prevenzione, sull’informazione e sulla presenza qualificata degli operatori – si legge sul ‘CorSera’ – Cortina apre una strada che potrà diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Veneto, e non solo di montagna”.
L’assessore alla polizia locale del Comune di Cortina d’Ampezzo, Stefano Ghezze, ha spiegato: “Prende il via un servizio che vuole essere vicino alle persone, la nostra volontà non è quella di controllare o limitare chi frequenta la montagna, e tantomeno di fare cassa con le sanzioni, ma di prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi e favorire una maggiore consapevolezza”.
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