Lenticchia d'Altamura: arriva il marchio IGP
La lenticchia d’Altamura vive una seconda vita, e ottiene un prestigioso riconoscimento: il legume, tutto italiano, è stato insignito del marchio IGP.
La lenticchia d’Altamura ottiene il marchio di Indicazione Geografica Protetta, e raggiunge così un importante traguardo. Prodotta in Puglia e in Basilicata, è un prodotto base della dieta mediterranea, ed è un orgoglio per l’Italia intera. Il merito della sua esportazione, che comincia negli anni Trenta, è di un gruppo di commercianti d’Altamura: sono stati loro, a fare della celebre lenticchia – che prima era solo un prodotto dell’economia agricola famigliare – un prodotto esportato un po’ in tutto il mondo: in Inghilterra, in Germania, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia. Gli ecotipi utilizzati in quel periodo davano vita a un prodotto eterogeneo, che poi i commercianti selezionavano e distinguevano a seconda del loro diametro. Ci fu poi il declino, della lenticchia d’Altamura: la fuga di manodopera dalla campagna, l’importazione di lenticchie a basso costo, l’industrializzazione, la poca attenzione alla salvaguardia delle colture fecero un po’ cadere nel dimenticatoio il pregiato legume. Fino ad oggi, con la sua rinascita. Oggi che c’è maggiore sensibilità, che i prodotti possono essere raccolti meccanicamente, e che si può produrre reddito con una coltura che fissa azoto nel terreno – a vantaggio della coltura dell’anno successivo -, la lenticchia d’Altamura sta vivendo una seconda vita. Ed è una vita di prestigio.
Dopo l’iscrizione nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (nel 2007) dopo il deposito del Marchio collettivo a tutela del consumatore sulla qualità, le tecniche e il luogo di produzione (nel 2013), è arrivata oggi l’assegnazione del marchio IGP. «Una vittoria per centinaia di agricoltori, Cooperative Agricole, aziende di lavorazione delle sementi, grossisti e confezionatori. La lenticchia sarà prodotta non solo in agro di Altamura come reca il nome stesso, ma in tutta l’area appulo-lucana che comprende i paesi di Ruvo di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Corato, Andria, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Cassano, Santeramo, Montemilone, Genzano di Lucania, Palazzo San Gervasio, Irsina, Tricarico, Matera, Banzi, Forenza e Tolve», si legge sul comunicato diffuso dal consorzio che unisce produttori pugliesi e lucani. Perché il marchio IPG è proprio questo: un riconoscimento al frutto dei tanti lavoratori che producono, lavorano e vendono questa lenticchia, che ha un colore che varia tra il verde e i marrone, una forma appiattita e un diametro tra i 3 e i 7 millimetri. Contiene molto ferro e proteine, la lenticchia di Altamura. E ha un sapore e un profumo inconfondibili.
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