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Lago Maggiore a secco, accordo Italia-Svizzera: la soluzione

L'Italia e la Svizzera hanno raggiunto un accordo per rifornire il lago Maggiore, carente di acqua a causa della siccità nella valle fiume Po

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il lago Maggiore

La siccità della valle del Po ha ridotto la portata del lago Maggiore: per poter risollevare i livelli dello specchio d’acqua italiano, è stato raggiunto un accordo con la Svizzera finalizzato ad arginare la crisi idrica.

Lago Maggiore a secco, l’aiuto arriva dalla Svizzera

Dopo una riunione convocata su richiesta del Ministero dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica, è stata raggiunta l’intesa Italia-Svizzera sul rilascio straordinario di acqua dal lago di Lugano. Ad annunciare l’accordo è stato direttamente il Mase attraverso la seguente nota pubblicata sul sito ufficiale:

“Per fronteggiare la criticità di risorsa idrica del lago Maggiore e sostenere il comparto risicolo di valle, l’erogazione a Ponte Tresa dal lago di Lugano (Ceresio) salirà da 3 a 8 metri cubi al secondo – si legge nella nota – i due bacini sono collegati e l’incremento confluirà in gran parte nel Lago Maggiore.

La misura è emersa durante la riunione dell’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del bacino afferente al lago, convocata d’urgenza dal Ministero sulla base delle analisi fornite dall’Autorità di Bacino del Distretto del Po”.

Il Mase ha riferito, inoltre, che “la delegazione italiana composta dal Ministero e dalle Regioni Lombardia e Piemonte, ha accolto con favore la soluzione proposta dalla parte elvetica”. Per combattere la carenza d’acqua, dunque, si rifornirà il lago Maggiore facendo convogliare l’acqua del lago di Lugano tramite un piccolo fiume che collega i due bacini. La ciambella di salvataggio, come si legge sul ‘Corriere della Sera’, sarà il fiume Tresa che per buona parte segna il confine tra la Lombardia e il Canton Ticino e mette in comunicazione il lago di Lugano con il Maggiore all’altezza di Luino.

La carenza di acqua rappresenta un grande problema soprattutto a livello agricolo: il Ticino, uscendo dal lago Maggiore, porta acqua verso il Po passando per uno dei più importanti distretti agricoli d’Italia, particolarmente rilevante per quanto riguarda la produzione di riso. In quella zona la carenza ha toccato il 70% del fabbisogno totale, mettendo a repentaglio la produzione di cereali.

Il problema siccità in Italia

Il tema della siccità in Italia è stato affrontato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, il quale ha parlato dell’evoluzione delle condizioni climatiche e sugli effetti che le temperature persistentemente elevate stanno producendo sulla disponibilità idrica, sugli ecosistemi e sulla vulnerabilità dei territori:

“Il caldo estremo che sta interessando il nostro Paese non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un quadro climatico che sta cambiando profondamente e che impone di rafforzare le nostre capacità di prevenzione e adattamento. Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione della siccità e della disponibilità idrica nel nostro Paese.

È necessario mantenere elevato il livello di monitoraggio e assicurare il massimo coordinamento tra Ministero, Autorità di bacino distrettuali, Regioni e gestori della risorsa. Di fronte a una sfida di questa portata dobbiamo fare sistema, costruendo un sistema integrato e coordinato dal MASE, capace di mettere in rete il Governo, gli istituti di ricerca, gli enti territoriali, le associazioni e tutti gli stakeholder coinvolti. Solo attraverso una collaborazione strutturata e continuativa possiamo rafforzare la capacità del Paese di prevenire i rischi, intervenire tempestivamente e adattarci ai cambiamenti in corso”.