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Italia in lockdown energetico a maggio: l'ipotesi e cosa succede

Possibile lockdown energetico per l'Italia a maggio 2026: ecco quali sono le misure per contenere i consumi, dallo smart working alle targhe alterne

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Quadro elettrico

A distanza di anni dalla pandemia di Covid-19, si torna a parlare di lockdown: questa volta le restrizioni servirebbero a gestire la crisi energetica, frutto del conflitto in Medio Oriente.

Lockdown energetico in Italia: le misure

In Italia la questione legata al lockdown energetico è al vaglio del Governo e potrebbe scattare molto presto, già nel mese di maggio, soprattutto qualora non ci fosse una riapertura dello stretto di Hormuz. Bisogna far presente che al momento non trapela allarmismo dall’esecutivo, ma si stanno studiando soluzioni per non farsi trovare impreparati.

Secondo fonti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, riportate da ‘SkyTg24’, qualora la crisi dovesse peggiorare, i tecnici prenderebbero come base da cui ripartire il ‘Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale’ del 2023, valutando anche le raccomandazioni fornite il 20 marzo scorso dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) sulla riduzione del consumo di combustibili fossili.

Il piano del 2023 prevede tre livelli di crisi: preallarme con informazioni concrete sui rischi per gli approvvigionamenti: allarme con la riduzione degli approvvigionamenti affrontabile con gli strumenti di mercato; emergenza con la riduzione degli approvvigionamenti non affrontabile con gli strumenti di mercato.

Una delle misure principali per contenere i consumi energetici sarebbe lo smart working che potrebbe essere esteso seguendo il modello già adottato per il Coronavirus. Le regole già esistenti consentirebbero un ampliamento rapido della modalità di lavoro da remoto: in alcune amministrazioni è già prevista una quota mensile di ore in cui è possibile lavorare da casa, e in generale circa il 17% dei dipendenti pubblici utilizza forme di lavoro a distanza.

Si stanno valutando anche possibili interventi sulle temperature dei condizionatori in vista dell’estate e successivamente sui riscaldamenti con il ritorno dell’inverno; allo studio anche l’eventualità di limitare le ore di utilizzo, così da avere un significativo risparmio di gas. Tra le misure al vaglio anche lo strumento delle targhe alterne per la circolazione dei veicoli e la riduzione dell’illuminazione pubblica.

Il Ministro Crosetto: “Situazione senza precedenti”

Guido Crosetto, Ministro della Difesa, ha affrontato il tema del possibile lockdown energetico in Italia in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’, parlando così della possibilità che tutto si blocchi nel giro di un mese: “È ciò che si teme, non tutto ma molto. Cosa pensiamo di fare? I margini di manovra sono inevitabilmente limitati, soprattutto se non si agisce tutti insieme”.

E ancora. “Questa è l’occasione per dimostrare di essere in linea con i tempi senza limitarsi ad applicare la burocrazia. L’Europa deve capirlo. Ho appena parlato con il mio collega giapponese e con il ministro del Kuwait. La linea deve essere chiara: per sopravvivere non bisogna essere bloccati sulle regole burocratiche fissate in tempi di crescita”.

Con la prospettiva di un periodo difficile, Crosetto ha fatto notare come una collaborazione tra il Governo e le forze di opposizione sarebbe fondamentale per il bene dei cittadini: “Premetto che il mio atteggiamento non deriva dal risultato del referendum ma voglio essere chiaro, maggioranza e opposizione devono deporre le armi, dobbiamo trovare momenti di coesione, collaborare per affrontare una crisi che, come ho detto, non ha precedenti“.

E sulle parole di Giorgia Meloni che al ritorno dalla missione nel Golfo ha fatto notare come l’Italia potrebbe non avere riserve di energia sufficienti per i prossimi mesi, il Ministro della Difesa ha dichiarato. “Quel viaggio serve ad assicurarci di essere hub privilegiato per le riserve di quegli Stati che sono sovrani e la cui parola è garanzia assoluta”.