Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

L'Italia compra l'Ecce Homo di Antonello da Messina: il prezzo

L'Italia ha comprato in gran segreto l'Ecce Homo di Antonello da Messina in vendita a New York: ecco il prezzo del dipinto che torna nel nostro Paese

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Ecce Homo, Antonello da Messina

L’Italia ha comprato l’Ecce Homo di Antonello da Messina, il piccolo dipinto creato per la devozione privata, messo all’asta da Sotheby’s, sarebbe stato acquistato in gran segreto, visto che lo scorso 5 febbraio il loto è stato ritirato dalla vendita.

L’Italia compra in segreto l’Ecce Homo di Antonello da Messina: il prezzo

Come si legge su ‘Repubblica’, il motivo del ritiro del lotto è da ricercarsi nell’azione del Ministero della Cultura che si era adoperato per acquistare il dipinto. Dal Mic le bocche sono rimaste cucite per diverse ore, anche se negli ambienti della storia dell’arte si rincorrono da giorni le voci riguardanti l’operazione portata a termine: in seguito è arrivata la conferma dell’acquisto.

L’Ecce Homo di Antonello da Messina era stato messo in vendita agli Old Masters da Sotheby’s a New York: la cifra pattuita per riportarlo in Italia sarebbe di 12 milioni di dollari, mentre l’opera era stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari. L’intervento del Ministero serviva proprio per evitare che il prezzo salisse alle stelle.

Su ‘Repubblica’ ha parlato così una fonte autorevole all’interno del mondo dei musei che ha preferito restare anonima: “Troppi 12 milioni? Per Antonello da Messina sono pochi, anche perché questo è l’ultimo rimasto sul mercato. Di opere sue antiche ce ne sono una quarantina in tutto il mondo”. Una volta acquistato, il dipinto da New York è destinato a fare ritorno in Italia: molto probabilmente a Napoli, dove dovrebbe essere esposto all’interno del Museo di Capodimonte.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, a proposito del dipinto, ha dichiarato: “L’opera – si legge su ‘Ansa’ – rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo”.

La storia dell’opera

Il quadro di Antonello da Messina è stato realizzato per la devozione privata e raffigura un Ecce homo da un lato e un San Gerolamo: la tavola misura 19,5 x 14,3 centimetri, è dipinta su due lati ed è databile all’inizio degli anni Sessanta del Quattrocento.

Da una parte c’è il Cristo, mentre sul retro compare un San Girolamo nell’eremo, il cui volto è quasi sparito: secondo la ricostruzione di Zeri, l’immagine oggetto di devozione privata era stata conservata in una bisaccia di cuoio per essere trasportata e questo l’ha portata a essere consumata da baci e sfregamenti.

L’opera assume un valore ancora più significativo in quanto sarebbe la prima che cambiò l’iconografia del Gesù sofferente, trasformando l’icona bizantina in un soggetto moderno. Antonello da Messina, inoltre, è considerato come il pittore rinascimentale che diffuse la tecnica a olio in Italia.

Il dipinto, abbastanza famoso, prima di finire all’asta da Sotheby’s è stato in diversi musei in Italia e nel mondo: tra il 2005 e il 2006, per esempio, era esposto al Metropolitan Museum di New York e poi alle Scuderie del Quirinale a Roma.

Successivamente è stato al Thyssen-Bornemisza di Madrid e al Museu de Belles Arts di Valencia e poi al Palazzo Reale di Milano. Tavole che rappresentano lo stesso soggetto, ma di dimensioni maggiori, si trovano nelle collezioni del Met, di Palazzo Spinola a Genova e del Collegio Alberoni di Piacenza.