Invasione di vespe giganti in Sardegna: è emergenza velutina
È tornata in Italia, in particolare in Sardegna, l'emergenza vespa velutina, una specie asiatica di grandi dimensioni che minaccia l'ecosistema
In queste settimane estive la Sardegna non è solo sotto i riflettori per le sue località balneari, ma anche per una nuova e allarmante emergenza: l’invasione della vespa velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico. Una minaccia reale che mette a rischio l’ecosistema, in particolare le api, e che preoccupa fortemente apicoltori e aziende del settore.
L’invasione delle vespe giganti in Sardegna
Tra le mete estive più amate d’Europa, la Sardegna si conferma ogni anno una delle destinazioni più ambite da turisti italiani e stranieri. Mare cristallino, spiagge incontaminate, entroterra suggestivo e una cultura millenaria fanno dell’isola un vero paradiso mediterraneo. Negli ultimi giorni, però, nell’isola è in corso un’emergenza soprattutto nella zona del cagliaritano: un’invasione di vespe giganti. Le segnalazioni sulla sua presenza, infatti, si sono moltiplicate. A Cagliari, in sole 24 ore, sono stati distrutti 15 nidi di vespa velutina, un numero allarmante che fotografa la gravità della situazione. Il primo avvistamento confermato in Sardegna risale a poche settimane fa, a Ilbono, in Ogliastra, quando un apicoltore ha notato movimenti insoliti attorno alle sue arnie. L’intervento tempestivo degli esperti dell’Università di Sassari ha confermato la presenza del temuto insetto invasivo.
Immediatamente è partita un’operazione di monitoraggio per individuare i nidi di vespa velutina, grazie anche all’uso di radiotrasmettitori. Così in almeno altri due apiari è stata confermata la presenza del calabrone. Per contrastare l’invasione, è scattato un piano d’intervento che coinvolge esperti, ricercatori e tecnici apicoltori locali e nazionali. Il primo passo è la segnalazione: in caso di avvistamento sospetto, è essenziale segnalare subito alle autorità competenti. Il pericolo principale non è solo per l’uomo ma soprattutto per le api da miele, fondamentali per l’impollinazione e la biodiversità. La velutina è infatti un predatore naturale delle api: le cattura al volo, le decapita e le trasporta nel nido per nutrire le larve. Questo ha già provocato gravi danni in altre regioni italiane, e ora la Sardegna rischia lo stesso destino.
Vespa velutina: storia, pericoli e diffusione in Italia
La vespa velutina è originaria del sud-est asiatico, ma è approdata in Europa accidentalmente nel 2005, attraverso un carico di vasellame proveniente dalla Cina e sbarcato nel sud della Francia. Da lì si è rapidamente diffusa in varie nazioni europee, compresa l’Italia. Nel nostro Paese, le prime colonie si sono insediate nel nord, in particolare in Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, dove la presenza è ormai consolidata da anni. Il 2022 ha segnato una fase critica: un focolaio tra le province di La Spezia e Massa Carrara si è rapidamente espanso lungo la costa toscana, toccando anche Livorno, Lucca, Pisa e Firenze.
La particolarità della vespa velutina sta nelle sue dimensioni (più grande della comune vespa europea) e nel colore: corpo scuro, quasi nero, con una caratteristica banda arancione sull’addome e le zampe gialle. Ma ciò che la rende un vero problema è la sua velocità di diffusione e il forte impatto sugli allevamenti apistici. Le api, quando si accorgono della presenza del predatore, smettono di uscire dalle arnie per paura, interrompendo il raccolto di nettare e rischiando la morte dell’intero alveare.
In Italia è attivo da tempo un coordinamento per il monitoraggio della specie, e nel 2023 è stata lanciata l’app gratuita STOP Velutina, grazie alla collaborazione tra apicoltori e ricercatori. L’app consente ai cittadini di segnalare gli avvistamenti e contribuisce alla mappatura nazionale dell’insetto, fondamentale per intervenire tempestivamente.
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