Tutti in fila per il nuovo Apple store di Milano
L'Apple Store di Piazza Liberty si sviluppa su una superficie di 600 metri quadri interrati dominati da lastre di pietra e cascate d'acqua

Giovedì 26 luglio si inaugura in piazza Liberty il nuovo Apple Store di Milano. Nonostante l’apertura fissata per le 17.00, già dal mattino la scalinata che conduce ai locali che ospitano gli ultimi ritrovati tecnologici dell’azienda statunitense sono presi d’assalto da una folta schiera di acquirenti.
Attrezzati con sedie pieghevoli, pranzo a sacco e armati dei più disparati terminali della Apple per ingannare il tempo, come iPhone, iPad e iMac, hanno atteso l’apertura delle porte come si aspetta una rivelazione.

Il nuovo Apple Store prende il posto del vecchio Cinema Apollo: gli spazi un tempo dedicati alla proiezioni dei film sono stati rivoluzionati dall’archistar Norman Foster e si trovano completamente sottoterra, come lo Store della Apple situato nel cuore di New York, sulla quinta strada, uno dei più belli e frequentati negozi della mela morsicata al mondo.
Apple ha voluto celebrare il capoluogo lombardo facendo partecipare all’importante apertura dell’Apple Store milanese decine di artisti locali che hanno contributo a creare opere d’arte per celebrare l’inaugurazione: dalle foto, ai video, dalle illustrazioni ai componimenti musicali.

L’idea era di realizzare un negozio che non guardasse la piazza, ma che ne fosse parte integrante. Le scale d’accesso che declinano dolcemente verso il sottosuolo, sono circondate da una struttura in vetro con due discese di acqua nei lati. All’interno il negozio si sviluppa su 600 metri quadri divisi in quattro file da dei classici tavoli di legno chiaro sui quali sono esposti gli ultimi prodotti realizzati dagli eredi di Steve Jobs.

Per Norman Foster il nuovo Apple Store non è soltanto un negozio, ma anche uno spazio restituito alla città in un luogo che nonostante sia molto centrale è stato per anni praticamente dimenticato. Ammirare i giochi d’acqua di una bella fontana che invitano gli acquirenti a scendere nel sottosuolo, o semplicemente sedersi sulle gradinate, dove usufruire del wi-fi gratuito e animare così uno spazio restituito alla cittadinanza. All’occorrenza la fontana può essere svuotata, in meno di un’ora, è riconvertita in proiettore, in modo da far rivivere l’idea del vecchio cinema Apollo.
Milano saluta il suo nuovo spazio Apple che non è solo un punto di riferimento per i patiti di tecnologia ma anche un emblema di recupero e riqualificazione urbana.
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