Le Cinque Terre hanno un piano contro il turismo "boom and bust"
Non solo overtourism: il problema delle Cinque Terre è ora il turismo "boom and bust", scopriamo di cosa si tratta e qual è la soluzione proposta da Riomaggiore

Panorami meravigliosi, ma anche estremamente fragili: le Cinque Terre e il suo parco nazionale, che racchiude questi incantevoli borghi sospesi tra cielo e mare, soffrono da tempo di problemi legati al turismo. Si è parlato a lungo di overtourism, ovvero della presenza eccessiva di visitatori che impatta in maniera negativa sul territorio e sui suoi residenti. Ora il problema è il turismo “boom and bust”, altrettanto preoccupante. Scopriamo di cosa si tratta e quale soluzione ha trovato il borgo di Riomaggiore.
Cos’è il turismo boom and bust che affligge le Cinque Terre
È un turismo “a fisarmonica”, quello che ora affligge le Cinque Terre: in tempi di crisi, i visitatori si concentrano in pochi periodi dell’anno, durante i quali le permanenze si riducono notevolmente – a volte persino ad un giorno solo. Durante l’anno, dunque, si alternano intere settimane di vuoto quasi assoluto a giorni in cui il territorio del parco nazionale viene letteralmente preso d’assalto dai turisti, spesso solo per poche ore alla volta. Si tratta del “boom and bust tourism”, la nuova frontiera del turismo che rappresenta un vero problema per le Cinque Terre.
A prendere atto della situazione, che fa da contraltare all’overtourism, è la sindaca Fabrizia Pecunia di Riomaggiore, uno degli incantevoli borghi delle Cinque Terre. “La situazione turistica a Riomaggiore e, più in generale, nelle Cinque Terre è oggi segnata da criticità evidenti: picchi di presenze giornaliere e flussi irregolari che sovraccaricano spazi e servizi, una crescente pressione sui residenti e una marcata dipendenza da intermediari esterni. Vogliamo investire strumenti e risorse a supporto di un turismo capace di generale valore reale per il territorio e per chi lo vive” – ha affermato la prima cittadina.
La soluzione di Riomaggiore e le parole della sindaca
Riomaggiore si prepara ad aprire la strada per trovare una soluzione al problema del turismo boom and bust, istituendo una unità di crisi comunale volta a coordinare e distribuire i turisti sul territorio. L’idea è quella di organizzare dei pacchetti di esperienze che incentivino i visitatori a rimanere più tempo alle Cinque Terre, nel contempo spingendoli a frequentare zone meno turistiche – e di conseguenza meno affollate – per diluire le presenze. Coloro che prenoteranno una vacanza “lunga”, e quindi pagheranno la tassa di soggiorno, riceveranno un QRcode che permetterà loro di accedere a varie esperienze e attività, gratuite o a prezzi speciali.
“Vogliamo costruire pacchetti di esperienze turistiche coerenti con l’identità dei luoghi. Chi arriva potrà scegliere itinerari tematici pronti, oltre al mare, le degustazioni nei vigneti, le attività sui sentieri, le iniziative serali, evitando che al tramonto i turisti scappino, contrastando una facile promozione dei territori che favorisce le visite mordi e fuggi” – ha dichiarato la sindaca di Riomaggiore – “Vogliamo cambiare paradigma, superando approcci di breve periodo e logiche esclusivamente quantitative, per puntare su permanenze più lunghe, maggiore qualità della spesa per ospite e maggiore stabilità economica per gli operatori. Crediamo che questo sia l’unico modello realmente sostenibile per il futuro delle Cinque Terre”.
Il progetto di Riomaggiore coinvolge tutti gli operatori del settore: dal Comune ai commerciali, alle strutture ricettive e ai ristoratori. Naturalmente, si estenderà poi a tutto il Parco Nazionale delle Cinque Terre per promuovere un turismo più lungo ed economicamente sostenibile.
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