Perché le chiacchiere di Carnevale sono un caso a Casorate Primo
Casorate Primo, le chiacchiere di Carnevale servite a una festa in maschera per bambini sono diventate un caso: cosa è successo nel Comune del Pavese

Le chiacchiere di Carnevale servite ai bambini di Casorate Primo nel corso di una festa organizzata dal Comune l’anno scorso sono diventate un caso e hanno sollevato un polverone arrivato fino alla Corte dei Conti.
Casorate Primo e il caso delle chiacchiere di Carnevale per i bambini
La vicenda risale al Carnevale del 2025, quando il Comune di Casorate Primo, in provincia di Varese, ha organizzato una festa in maschera dove sono state servite ai bambini le chiacchiere, dolce tipico del Carnevale.
La minoranza in consiglio comunale ha presentato un esposto per un’anomalia riscontrata nel pagamento di una fattura riferita proprio alle chiacchiere: l’amministrazione comunale ha rimborsato i 30 euro del costo dei dolci a un artigiano che ufficialmente non aveva nulla a che fare con il Comune del Pavese.
In seguito si è scoperto che i dolci erano stati acquistati da un consigliere comunale, ma con una tessera sconti di una catena di supermercati intestata al padre. L’intento in teoria era nobile: utilizzando la tessera era possibile usufruire di un’offerta e quindi pagare le chiacchiere a prezzo scontato, così da gravare meno sulle casse del Comune.
L’inghippo è nato proprio dalla tessera: i 30 euro pagati per le chiacchiere sono stati rimborsati al titolare della fattura che, pur essendo padre di un consigliere, non ha nulla a che fare con il Comune. Come riportato da ‘La Provincia Pavese’, la procura dei giudici contabili ha accolto il ricorso, riconoscendo un danno erariale seppur con una motivazione diversa rispetto alle premesse:
“La spesa non corrisponde, né a finalità istituzionali, né è in alcun modo sussumibile tra le fattispecie di spesa che presuppongono esigenze indifferibili e urgenti di funzionamento degli uffici, con la conseguenza che la stessa non poteva essere legittimamente effettuata attraverso la procedura economale”.
Il commento del sindaco e la ricostruzione dei fatti
Il sindaco di Casorate Primo, Enrico Vai, ha reagito alla vicenda parlato di una “bassa strumentalizzazione della minoranza”, affermazione comprovata dal “provvedimento della procura della Corte dei Conti” che “non ha nemmeno preso in considerazione la motivazione su cui si fondava la segnalazione”.
Il primo cittadino del Comune in provincia di Pavia ha spiegato di non essere d’accordo con quanto disposto dal giudice contabile: “Il nostro regolamento di spese economale prevede anche questo tipo rimborsi – si legge su ‘La Provincia Pavese’ – quindi non c’è stato, anche in questo caso, alcuna irregolarità. E lo scriveremo nella nota difensiva che invieremo ai giudici contabili”.
Anche il ‘Corriere della Sera’ ha riportato dichiarazioni del sindaco in merito al caso delle chiacchiere di Carnevale, ricostruendo quanto accaduto: “Era stata programmata la festa per i bambini del paese e ci eravamo resi conto di esserci dimenticati di approvvigionarci di chiacchiere, i dolci tradizionali di Carnevale, che non potevano mancare. Il consigliere ha quindi provveduto tempestivamente, acquistandole con la tessera del padre.
L’intento era semplicemente quello di pagare quelle famose chiacchiere circa la metà di quanto sarebbero costate in un negozio, garantendo quindi un risparmio alle casse del Comune. I 30 euro sono poi stati rimborsati all’intestatario della tessera. Abbiamo agito in assoluta conformità rispetto al regolamento economale del Comune”.
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