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Carrara chiamata col nome fascista Apuania sulla carta d'identità

Una donna toscana si è ritrovata il vecchio nome fascista Apuania al posto di Carrara sulla carta d’identità ma il cambio ha causato molto caos

4 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Carrara

Una donna di 82 anni si reca in Comune per rinnovare la carta d’identità e scopre che il luogo di nascita indicato per tutta la vita non è più lo stesso. Al posto di Carrara compare Apuania, denominazione risalente al periodo fascista. Quella che potrebbe sembrare una semplice correzione storica ha però innescato una serie di complicazioni burocratiche.

Da Carrara ad Apuania sulla carta d’identità: la storia del nome

Carrara si trova nella parte settentrionale della Toscana, in provincia di Massa-Carrara, a poca distanza dal confine con la Liguria. La città è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per il marmo bianco estratto dalle cave delle Alpi Apuane, materiale impiegato fin dall’antichità e divenuto uno dei simboli del territorio. Il nome Apuania rimanda invece a un capitolo preciso della storia italiana. Nel 1938 il regime fascista decise di unire i Comuni di Carrara, Massa e Montignoso in un’unica realtà amministrativa. Il nuovo Comune venne chiamato Apuania e rimase in vita fino al 1946, quando la fusione fu cancellata e i tre territori tornarono autonomi. Apuania, dunque, non era propriamente il vecchio nome della sola Carrara, ma quello dell’ente nel quale Carrara era stata incorporata insieme alle altre due località.

La scelta rientrava nel progetto del regime di costruire un grande centro legato all’industria del marmo e di ridisegnare anche simbolicamente il territorio. È in questo contesto storico che si inserisce il caso di Anna Maria Tonazzini, nata il 30 luglio 1944, quando il Comune di Apuania esisteva ancora. La donna venne alla luce a Bedizzano, frazione che oggi appartiene a Carrara ed è situata nell’area delle cave di marmo. Per decenni, però, sui documenti di Anna Maria Tonazzini sarebbe comparsa Carrara come città di nascita. La situazione è cambiata durante il rinnovo della carta d’identità elettronica. La donna, che oggi vive sull’isola di Vulcano, ha raggiunto Lipari in aliscafo per svolgere la pratica presso gli uffici comunali.

Le verifiche anagrafiche hanno fatto riemergere la denominazione utilizzata nel 1944 e sul nuovo documento è stata quindi inserita Apuania. Secondo quanto ricostruito dal ‘Corriere Fiorentino’, la vicenda ha fatto emergere un disallineamento tra l’identità utilizzata dalla donna per gran parte della sua vita e quella ora presente negli archivi pubblici. Dal punto di vista storico, la dicitura corrisponde al nome ufficiale assunto allora dal Comune. Il problema è nato dalla sua improvvisa sostituzione a Carrara. La “correzione” ha infatti prodotto conseguenze che sono andate ben oltre la singola voce stampata sulla carta d’identità.

Le difficoltà con il cambio del nome città

Quando gli impiegati hanno spiegato ad Anna Maria Tonazzini che il documento avrebbe riportato Apuania, la sua prima reazione è stata conciliante. La donna avrebbe risposto: “Va benissimo, non mi cambia nulla.” Soltanto, in seguito, si è resa conto delle possibili conseguenze, riassunte da lei stessa con una frase riportata dal Corriere: “Non mi rendevo conto dove mi sarei infilata”. La modifica del Comune di nascita ha infatti determinato anche l’attribuzione di un codice fiscale diverso. Il codice fiscale viene costruito utilizzando, tra le altre informazioni, la data e il luogo di nascita.

“Se devo prenotare una visita dal medico, posso farlo col nuovo codice, ma il problema è che ho tutto registrato con quello vecchio: i contratti, l’automobile, tutto. Ho 82 anni: per me è già pesante fare avanti e indietro in aliscafo tra Vulcano e Lipari, figuriamoci se sono in grado di gestire tutta questa burocrazia.” si legge sempre nel ‘Corriere’

Il punto è che contratti, automobile, rapporti bancari, pratiche sanitarie e altri servizi risultavano collegati al vecchio codice. Il disagio che sta vivendo è aggravato dalla necessità di viaggiare tra Vulcano e Lipari per raggiungere gli uffici competenti. La donna ha raccontato, quindi, di aver incontrato difficoltà anche nelle attività più comuni, dalla richiesta di una prescrizione medica alla gestione dei propri soldi.