Boom balenottere e capodogli in Liguria: "Condizioni eccezionali"
In Liguria c'è stato un boom di avvistamenti di balenottere, capodogli e anche delfini per cui gli esperti hanno parlato di "condizioni eccezionali"

In Liguria si parla di “boom” di avvistamenti di balenottere, capodogli e anche delfini accompagnati dai piccoli. L’inizio dell’estate 2026 ha regalato numerosi incontri ai ricercatori impegnati nel Santuario Pelagos, soprattutto nel mare della Liguria di Ponente. I dati raccolti in appena due mesi descrivono una stagione fuori dall’ordinario, ma dietro l’aumento degli avvistamenti ci sono condizioni ambientali particolari.
Boom di balenottere e capodogli in Liguria
Sono stati circa 130 gli incontri con i cetacei registrati nei primi due mesi della stagione di ricerca dell’Istituto Tethys nel Santuario Pelagos. Il numero è sensibilmente superiore rispetto a quello osservato nello stesso periodo degli anni precedenti e riguarda già sei delle otto specie presenti nell’area. A riferirlo è ‘La Repubblica’, sulla base dei risultati del progetto Cetacean Sanctuary Research, arrivato nel 2026 alla sua trentottesima edizione. Il Santuario Pelagos è una vasta area marina del Mediterraneo nord-occidentale compresa tra le coste italiane, francesi e del Principato di Monaco.
Nato dalla collaborazione tra i tre Paesi, ha l’obiettivo di proteggere i mammiferi marini e gli habitat dai quali dipendono. I dati descrivono un aumento degli avvistamenti compiuti dai ricercatori durante la campagna. Tra gli incontri più significativi figurano decine di balenottere comuni. Diversi esemplari sono stati osservati in uno spazio relativamente ristretto, non lontano dalla costa ligure. Secondo i ricercatori, questa concentrazione potrebbe essere collegata a condizioni particolari del mare.
Sono aumentati anche gli incontri con i capodogli. Oltre ad esemplari già avvistati e noti agli studiosi, sono stati identificati nuovi individui, comprese femmine accompagnate dai piccoli e gruppi di giovani. L’estate 2026 ha portato immagini spettacolari anche nello Stretto di Messina. A luglio un gruppo di nove capodogli è stato ripreso nelle acque tra Scilla e Villa San Giovanni, a circa 650 metri dalla costa calabrese. Anche lo Stretto, infatti, è un ambiente particolarmente favorevole alla presenza della fauna marina per le sue grandi profondità e per l’incontro tra le correnti.
Le parole degli esperti sul boom di balenottere e capodogli in Liguria
Secondo quanto riportato da ‘La Repubblica’, l’Istituto Tethys ha attribuito gli eccezionali risultati alle particolari condizioni del mare. Gli studiosi hanno, infatti, spiegato che le “eccezionali condizioni meteo marine della stagione” hanno “favorito questi risultati”. Parlando delle balenottere comuni, i ricercatori hanno osservato un numero maggiore e ‘La Repubblica’ ha riportato le loro dichirazioni: “Erano concentrate in un’area molto ristretta, tra le 20 e le 30 miglia dalla costa, probabilmente sono state richiamate dall’elevata disponibilità di krill”.
Il dato mostra,quindi, quanto la distribuzione dei grandi cetacei sia strettamente legata alla produttività del mare. Per i capodogli, la novità non riguarda soltanto la quantità di incontri. Gli studiosi hanno individuato “nuovi esemplari, tra cui anche femmine con i piccoli e gruppi di giovani”, sottolineando che “si tratta di un dato degno di nota considerato che solitamente l’area è frequentata soprattutto da maschi adulti”.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai delfini appena nati. Sempre su ‘La Repubblica’ si legge: “I piccoli presentavano ancora le caratteristiche pieghe fetali sul corpo, segno che erano nati solo da poche settimane.” Questi incontri rendono la stagione particolarmente preziosa dal punto di vista scientifico, ma aumentano anche la necessità di limitare il disturbo causato dalle imbarcazioni. Il traffico marittimo estivo costituisce un rischio maggiore proprio nel periodo in cui molti cetacei sono accompagnati dai nuovi nati. Le collisioni, il rumore dei motori e gli avvicinamenti troppo ravvicinati possono interferire con il riposo, l’alimentazione e la relazione tra madri e piccoli.
Per questo i ricercatori ricordano alcune regole essenziali a chi dovesse incontrare un cetaceo durante la navigazione: “Avvicinarsi esclusivamente da dietro o di lato, mai frontalmente. Poi, mantenere una distanza minima di 100 metri. E, se gli animali si avvicinano spontaneamente all’imbarcazione, mettere il motore in folle.”
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