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A Bologna ha aperto la biblioteca Umberto Eco: oltre 30mila libri

La biblioteca Umberto Eco apre a Bologna con oltre 30mila volumi dalla casa studio milanese del semiologo e docente dell’Università di Bologna

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Biblioteca Eco apre a Bologna

A Bologna ha aperto un nuovo spazio dedicato alla memoria intellettuale di Umberto Eco, una biblioteca inaugurata a dieci anni dalla scomparsa del semiologo che raccoglie oltre 30mila libri provenienti dalla sua casa-studio di Milano e restituisce alla città una parte centrale del suo percorso accademico, editoriale e culturale.

Dove si trova la biblioteca Eco a Bologna

La nuova biblioteca è stata collocata nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, all’interno dell’Università di Bologna, con accesso da Piazza Puntoni 2 a Bologna. La scelta del luogo ha avuto un valore preciso, perché Eco ha legato una parte fondamentale della sua attività all’Alma Mater, dove ha insegnato e contribuito allo sviluppo degli studi di semiotica e comunicazione.

L’apertura ha segnato la conclusione di un percorso lungo, avviato dopo la scomparsa dello studioso e sostenuto anche dalla famiglia. Come si legge su ‘Ansa’, il rettore dell’ateneo Giovanni Molari ha ricordato che “È un lavoro complesso che è arrivato a termine con il contributo del ministero, della sovrintendenza, della famiglia Eco”. All’inaugurazione erano presenti anche la vedova Renate Eco-Ramge e i figli.

Il trasferimento della raccolta a Bologna ha richiesto un lavoro di studio sulla biblioteca originaria; i volumi sono stati osservati e documentati nella loro disposizione, in modo da conservare per quanto possibile le relazioni tra autori e discipline al fine di ricostruirne una geografia mentale.

Il sindaco Matteo Lepore ha collegato l’apertura alla vocazione culturale della città e ha dichiarato: “Questa nuova biblioteca dedicata a Umberto Eco racchiude un po’ tutti i significati del sapere. Questo ci dice tanto della storia di questa città e di quanto i ragazzi che vengono a studiare da noi possono trovare a Bologna”.

Anche la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha richiamato il percorso che ha portato i libri del semiologo nell’ateneo bolognese; ha infatti spiegato: “Questo è un momento importante, frutto di un percorso iniziato nel 2018, all’inizio tutta la collezione doveva rimanere a Milano alla Braidense, ma la famiglia ha sempre voluto che questi libri tornassero a Bologna, la casa accademica scelta da Eco. Oggi sono finalmente qui, consultabili da tutti e pronti a una nuova vita. Ed è da qui che il suo lascito continua”.

Quali volumi conserva la biblioteca di Umberto Eco

La raccolta comprende più di 30mila volumi e restituisce l’ampiezza degli interessi di Eco, dalla semiotica alla filosofia medievale, dalla letteratura ai fumetti, dalla linguistica alla cultura popolare. Le sale sono state pensate per seguire i principali nuclei della sua ricerca e per rendere leggibile il metodo con cui lo studioso costruiva connessioni tra campi diversi.

Uno degli aspetti centrali è il principio del “buon vicino”, ispirato ad Aby Warburg e adottato da Eco nella disposizione dei libri, secondo cui accostare testi apparentemente lontani permetteva di far emergere rimandi, affinità e percorsi di lettura trasversali. Per questo la biblioteca conserva anche un valore documentario, perché mostra il rapporto vivo tra gli scaffali e il lavoro intellettuale del semiologo.

Tra i materiali presenti figurano oltre 2mila opere di Eco in diverse edizioni e traduzioni, circa 600 volumi dedicati alla sua figura e alla sua opera, la collezione completa della rivista ‘Linus’, che contribuì a fondare nel 1965, e copie di lavoro dei suoi romanzi con correzioni autografe. Accanto a questi nuclei trovano spazio sezioni dedicate ai suoi autori di riferimento e ai temi che hanno attraversato la sua produzione.

La biblioteca comprende anche aree legate ai generi letterari, alla storia delle idee, alla traduzione e alle teorie dei linguaggi. Il percorso permette di avvicinarsi non soltanto allo studioso noto al grande pubblico, ma anche al lettore, al docente e al ricercatore che ha usato i libri come strumenti di lavoro quotidiano.

Giovanni Molari ha definito la biblioteca “Uno spazio di studio, di approfondimento, di apertura dell’università, a tutta la città e a tutto il mondo”. Nella stessa occasione Stefano Eco ha sottolineato il valore emotivo e materiale del trasferimento, dichiarando: “Oggi provo felicità e contentezza. Hanno una nuova vita in un posto dove vengono accuditi e curati con lo spirito giusto”.

La biblioteca sarà accessibile per la consultazione e per visite guidate su prenotazione, attraverso l’indirizzo indicato dall’Università di Bologna.