Aumentano gli animali selvatici nelle città italiane
Dagli innocui falchi pellegrini ai cinghiali che provocano incidenti, fino al piano di contenimento delle nutrie. Le città più “invase”

Sono tante le città italiane che si stanno popolando di animali selvatici.
A partire da Roma, dove la presenza di diverse specie della fauna selvatica è facilitata dal grande numero di parchi e dai fiumi Tevere e Aniene. Ogni anno, circa 5mila esemplari selvatici vengono recuperati nella capitale e reintrodotti in natura.
Recentemente, un gruppo di cinghiali sta invadendo le strade della città: l’ultimo sarebbe stato avvistato vicino a un condominio, in zona Camilluccia. Un altro cinghiale ha invece attraversato l’autostrada Roma-Napoli, all’altezza dello svincolo di Frosinone, finendo investito.
I cinghiali seminano il panico anche a Genova, dove moltissimi esemplari vengono avvistati sempre più di frequente nei diversi quartieri della città, provocando anche qualche incidente. L’assessore all’Agricoltura, Stefano Mai, ha paventato il rischio che diventi una questione di ordine pubblico, tanto da affermare che in futuro potrebbero essere costretti ad abbatterli.
A Firenze, le specie aumentate sono quelle legate ai boschi della Toscana, in particolare il cinghiale ed il capriolo, ma anche il lupo, il colombaccio e i picchi. Alle porte della città è possibile avvistare anche daini, cervi, volpi e falchi pellegrini.
L’habitat ideale per i falchi sembra essere, però, Bologna. Qui, da anni una coppia di questi splendidi esemplari abita in Piazza Maggiore e altre due hanno fatto il nido nei pressi dell’Ospedale Maggiore e in zona San Vitale. Questo accade perché “gli edifici ricordano le pareti rocciose che occupano in natura e il loro cibo preferito, i piccioni, abbonda”, ha spiegato il biologo Paolo Taranto. Nella città felsinea, ricca di spazi verdi e boschivi, si possono avvistare anche altre specie in libertà, come volpi, lepri, poiane, caprioli e lupi.
A Torino, nella Riserva Naturale Speciale del Meisino e dell’Isolone di Bertolla vive la più grande colonia europea di aironi cenerini in ambiente urbano.
A Mantova, invece, si promuovono da anni piani per il contenimento e l’eradicazione delle nutrie, che provocano danni alle colture e all’ecosistema.
La provincia di Mantova detiene il più alto numero di capi presenti, una condizione dovuta a diversi fattori, tra cui la più lunga rete idraulica superficiale della regione, la presenza di terreni umidi a matrice fine e di abbondanti fonti alimentari derivanti da un’intensa attività agricola.
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