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Alto Adige, dal ghiaccio spunta un fusto di birra dopo 50 anni

Dal ghiaccio in Alto Adige è spuntato un fusto di birra rimasto lì per quasi cinquant'anni: la scoperta è avvenuta nei pressi del rifugio Sasso Nero

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Fusto di birra in Alto Adige

Curiosa scoperta in Alto Adige, dove è stato trovato un fusto di birra dal peso di 40 chili che apparteneva a una consegna di rifornimenti tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

In Alto Adige è stato ritrovato un fusto di birra dopo 50 anni

A scoprire il fusto di birra è stato Daniel Oberlechner, 42enne appassionato di corsa in montagna e autista della Harpf, un’azienda di distribuzione di bevande: dopo un temporale che aveva riportato alla luce il fusto, l’uomo è riuscito a trasportarlo a valle grazie a un carrello per il trasporto dei carichi, superando un dislivello di quasi 2.000 metri.

La scoperta è avvenuta in Valle Aurina, in Alto Adige: il fusto è riemerso da un crepaccio vicino al rifugio Sasso Nero, a circa 3.000 metri di quota; il contenitore era precipitato lì da un elicottero nel corso di una consegna di rifornimenti a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta e fino a oggi non era ancora stato recuperato.

Harpf, storica azienda di distribuzione di bevande con oltre 140 anni di attività, ha condiviso sul proprio profilo ufficiale di Instagram le foto di Daniel e del fusto ritrovato ad alta quota, corredate dal seguente post:

“Dopo circa 50 anni è riapparsa: la birra venuta dal ghiaccio. Una scoperta sensazionale sulle Alpi della Zillertal, portata recentemente alla luce da Daniel, autista della harpf. Un fusto di birra, andato perduto negli anni Settanta, è stato recuperato dopo quasi 50 anni. Durante una consegna effettuata in elicottero, il fusto era finito in un crepaccio del ghiacciaio e da allora non se ne era più saputo nulla.

Quest’anno, finalmente, Daniel ha ritrovato il fusto, un po’ ammaccato, sotto il rifugio Schwarzenstein, a circa 3.000 metri di quota. Grazie a una serie di abili manovre con il carrello da trasporto, è riuscito a riportarlo a valle. La cosa curiosa? A quanto pare, il ghiacciaio ha conservato molto bene la birra nel corso degli anni! Un piccolo gruppo di appassionati di birra e curiosi ha spillato e assaggiato da harpf il contenuto del fusto, risalente al 1978. E, incredibilmente, dopo tutto questo tempo la birra era ancora bevibile!”.

Nello stesso post, Harpf ha fornito ulteriori precisazioni sulla vicenda: “Non ci aspettavamo una tale attenzione e siamo davvero felici dell’entusiasmo e della diffusione che ha ricevuto questa meravigliosa storia. Alcune persone coinvolte nella consegna dell’epoca ci hanno contattato, confermando che il fusto, contrassegnato con la data 1978, era stato portato in montagna negli anni Ottanta e successivamente smarrito”.

L’assaggio dopo la scoperta: “La birra era buona”

Del ritrovamento del fusto di birra da parte di Daniel Oberlechner ha parlato ai microfoni di ‘Ansa’ il suo datore di lavoro, Lukas Harpf, mastro birraio nonché titolare dell’omonima azienda di distribuzione di bevande:

“Daniel lavora da molti anni come autista per noi, la sua grande passione è la corsa in montagna – ha spiegato Harpf – più volte alla settimana, dopo il lavoro, sale di corsa dal suo paese, San Giovanni, fino al Rifugio Sasso Nero, si tratta di quasi 2.000 metri di dislivello”.

La birra contenuta nel fusto in Alto Adige è stata assaggiata e, con grande sorpresa, è risultata ancora in ottime condizioni: il sapore, il colore ambrato e persino il contenuto di anidride carbonica si erano conservati. “La birra era impeccabile – ha rivelato Lukas Harpf – il sapore, il colore ambrato e persino il grado di anidride carbonica erano ancora buoni”.