Allerta scorie nucleari in Sardegna, cosa sta succedendo
In Sardegna scatta l'allerta per la possibilità che l'isola venga individuata come area per il deposito di scorie nucleari: cosa sta succedendo

Si torna a parlare di depositi di scorie nucleari in Sardegna dopo che il Ministro Pichetto Fratin ha annunciato la volontà di individuare un sito per il deposito temporaneo entro la fine della legislazione, quindi il 2027.
Scorie nucleari in Sardegna, cosa sta succedendo
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto all’evento ‘Transizione energetica e l’industria del nucleare 2026′ andato in scena a Milano nella giornata di martedì 14 aprile 2026, dichiarando: “Entro la fine della legislatura individueremo il sito per il deposito temporaneo delle scorie”.
Tra i possibili siti destinati a fare da deposito delle scorie nucleari ce ne sono diversi in Sardegna e per questo motivo le parole del Ministro hanno fatto salire la soglia dell’attenzione sull’isola. Il Presidente del Consiglio Regionale Sardo ha reagito alla notizia dichiarando “non permetteremo che un’altra servitù deturpi il nostro territorio” mentre i sindaci, come riportato da ‘Unione Sarda’.
Stando a quanto si legge su ‘Green Report’, il deposito unico nazionale sarebbe un obbligo di legge, in quanto l’Unione Europea prevede che la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi avvenga nello Stato membro in cui sono stati generati
Il deposito unico nazionale servirebbe a ospitare in sicurezza i rifiuti radioattivi italiani a molto bassa e bassa attività (la cui radioattività decade a valori trascurabili nell’arco di 300 anni), e a stoccare in via temporanea i rifiuti a media e alta attività (il cui decadimento richiede fino a centinaia di migliaia di anni).
Il no del Consiglio Regionale Sardo alle scorie nucleari
Piero Comandini, il Presidente del Consiglio Regionale Sardo, è intervenuto ai microfoni di ‘Radiolina’ per commentare le notizie relative alla possibilità che la Sardegna diventi un sito per il deposito di scorie nucleari:
“Si tratta di un incubo, l’ennesimo tentativo di utilizzare la Sardegna come deposito di tutto quello che non piace all’Italia e al resto d’Europa. In questo caso si continua a parlare di scorie nucleari e di scorie radioattive. Il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, partecipando all’incontro organizzato da un importante giornale economico, ha riproposto l’idea di individuare nella Sardegna e in altre regioni d’Italia il deposito di queste scorie estremamente pericolose.
I sardi si sono già espressi, perché noi abbiamo fatto un referendum e i sardi hanno detto no. In Consiglio Regionale, più di una volta abbiamo approvato il no all’unanimità e tutte le realtà locali si sono espresse per il no, quindi è un tentativo al quale noi ci opporremo non soltanto nelle aule dei Consigli Regionali e Comunali ma in qualsiasi sede”.
Nel corso del suo intervento radiofonico, Comandini ha parlato anche delle modalità con cui le scorie verrebbero portate in Sardegna: “Le scorie arriverebbero via mare? Verrebbero trasportate via mare e poi su ruote gommate attraversando le strade della nostra isola, noi abbiamo sempre puntato sulle nostre bellezze, stiamo facendo investimenti per la valorizzazione dei nostri nuraghi e per la riqualificazione dei nostri siti storici. Vogliamo proporci come isola green, isola della bellezza e non per i depositi. Abbiamo pagato tantissime servitù militari in questi anni, dobbiamo puntare su un nuovo modello di sviluppo e quindi non vogliamo essere la pattumiera di nessuno”.
Tra i territori individuati come possibili siti dei depositi ci sarebbero aree della Trexenta e dalla Marmilla: “Sono tutte quelle zone interne dove stiamo già provando a fermare lo spopolamento dei territori – ha spiegato Comandini a ‘Radiolina’ – quindi immaginiamo cosa potrebbe succedere se quelle zone venissero individuate come centri di depositi delle scorie nucleari, sarebbe un colpo mortale e definitivo alla possibilità che quelle popolazioni risiedano lì e possano continuare a far conoscere le loro bellezze e le loro tradizioni. Su questo noi faremo una battaglia durissima, sicuramente democratica ma durissima, perché non vogliamo le scorie in Sardegna”.
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