Alberto Angela in Sicilia con "Ulisse", alla scoperta di Palma
Dopo Dolce e Gabbana, Alberto Angela sbarca nella città del Gattopardo con la troupe di "Ulisse"

Si riaccendono i riflettori su Palma di Montechiaro, perla dell’Agrigentino: dopo la sfilata di moda firmata Dolce e Gabbana, la città del Gattopardo ospita Alberto Angela e la troupe televisiva della trasmissione Rai “Ulisse. Il piacere della scoperta”.
Il celebre conduttore e divulgatore culturale e scientifico è impegnato proprio in questi giorni a raccontare la storia e la bellezza dei luoghi e dei monumenti della splendida cittadina.
Le riprese si sono svolte presso la chiesa di Maria Santissima del Rosario, l’edificio sacro più importante di Palma di Montechiaro, posto sulla sommità di un’ampia scalinata, la villa comunale e il Palazzo Ducale recentemente restaurato, che conserva otto pregevoli soffitti lignei del XVII secolo.
La puntata dovrebbe andare in onda ad ottobre e gli abitanti di questa splendida località siciliana sono davvero entusiasti per l’attenzione crescente verso la loro amata città.
Abbarbicata una collina sulla fascia litoranea, distante appena una ventina di chilometri da Agrigento e dalla Valle dei Templi, Palma di Montechiaro è rinomata per il patrimonio archeologico, artistico e naturalistico di rara bellezza ma anche per i panorami costieri mozzafiato, le spiagge di sabbia fine che si alternano agi spettacolari calanchi argillosi e le sue antichissime tradizioni contadine.
Fondata il 3 maggio del 1637 dai fratelli gemelli Carlo e Giulio Tomasi, il centro divenne uno dei più importanti dell’Agrigentino grazie al cardinale Giuseppe Maria Tomasi, che visse a cavallo tra il Seicento e il Settecento, che lo trasformò in una delle mete più ambite dei viaggiatori stranieri, che qui lasciarono varie testimonianze del loro passaggio.
Chi ha amato il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, riconoscerà nel centro storico i luoghi e le atmosfere che hanno ispirato alcune pagine del libro, cui è stato dedicato un Parco Letterario, e la successiva trasposizione cinematografica di Luchino Visconti.
I visitatori potranno riscoprire anche i deliziosi biscottini di mandorle resi famosi da “Il Gattopardo”, che ancora oggi vengono preparati dalle suore benedettine del Monastero del Santissimo Rosario con la stessa antica ricetta che le monache utilizzavano al tempo del Principe di Salina, protagonista del romanzo ricalcato su quello realmente esistito di Giulio Fabrizio Tomasi, bisnonno dello scrittore italiano.
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