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Il tramezzino compie 100 anni: dove è nato e l'omaggio speciale

Sapete quando e dove è nato il tramezzino? In occasione del suo centenario, scopriamo la storia di questo stuzzichino e l'omaggio speciale degli chef

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Tramezzino

Due triangoli di pane morbido privato della crosta e un’infinità di ripieni: il tramezzino è una delle eccellenze italiane, oggi servito soprattutto in compagnia di un aperitivo da sorseggiare nei locali più in, nelle sue tantissime varianti farcite. Ma dove e quando nasce questa prelibatezza? Le sue origini sono inglesi, ma la versione italiana è senza dubbio piemontese – e più precisamente, affonda le sue radici in un bar di Torino. Nel 2026 si festeggia il centenario del tramezzino, scopriamo qualcosa in più sulla sua storia – e sulla recente polemica innescata da un articolo della CNN.

Quando e dove è nato il tramezzino

In origine era il sandwich, un paninetto morbido la cui storia è ancora oggi avvolta nella leggenda. Si dice che venne ideato nel ‘700 dal duca di Sandwich John Montagu, talmente appassionato di gioco d’azzardo da non volersi mai allontanare dal tavolo: per questo motivo, divenne sua consuetudine farsi servire delle fette di pane morbido con ripieno d’arrosto, così da consumare velocemente i suoi pasti. Divenuto poi una specialità molto amata negli Stati Uniti, questo particolare paninetto arrivò in Italia solamente nel 1926.

Ve lo portò Angela Demichelis, che in quell’anno – dopo aver trascorso un periodo negli States – decise di tornare a Torino e di aprire, con suo marito Onorino Nebiolo, un locale in centro città. Nacque così il caffè Mulassano, una delle insegne più iconiche di Piazza Castello, che divenne famoso proprio per il tramezzino. Il nome, a quanto pare, deriverebbe dal genio di Gabriele D’Annunzio, che lo chiamò così dal termine “intramezzo” (in effetti, il tramezzino è uno spuntino da concedersi tra un pasto e l’altro). Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, fu proprio la signora Demichelis ad introdurre una novità: l’uso del pane in cassetta e l’eliminazione della crosta.

L’omaggio dello chef Paolo Griffa al tramezzino

Nel 2026, in occasione del centenario del tramezzino, arriva l’omaggio speciale dello chef stellato piemontese Paolo Griffa. Nasce dal suo talento la creazione di Angela, una prelibatezza che racchiude tradizione e modernità, con i sapori tipici del Nord Italia. “In questo caso abbiamo fatto un pane integrale, quindi col sapore di grano, con all’interno una trota che si chiama Dora, che viene prodotta in altura in Valle d’Aosta. Avrà un gusto leggermente affumicato perché viene fatto al ginepro. All’interno una maionese all’erba cipollina che darà un gusto erbaceo cremoso e dei semi di girasole. Quindi un gusto che rimane morbido e confident, ma allo stesso tempo tosto e aggressivo” – ha spiegato lo chef ai microfoni di “RaiNews”.

La polemica tra Torino e Venezia sul tramezzino

Ma il tramezzino è davvero nato a Torino, oppure le sue radici affondano in quel di Venezia? Ad alimentare la polemica, di lontanissime origini, è un recente articolo della CNN che pubblica la classifica dei 25 migliori panini al mondo, inserendo proprio il tramezzino tra i più buoni. “Sebbene originario di Torino, Venezia ha portato questo popolare spuntino da bar a un livello superiore” – si legge sul sito dell’emittente statunitense. La verità, però, è un’altra: come spiega il “Corriere della Sera”, c’è una grande differenza tra il tramezzino piemontese, quello originale, e il suo “collega” veneziano.

Quest’ultimo, che probabilmente trae ispirazione dalla “creatura” della signora Demichelis, ha una forma panciuta e un’abbondante farcitura, spesso caratterizzata da ingredienti tipici locali (come il radicchio e il gorgonzola). Anche le date non lasciano alcun dubbio, dal momento che il “tramesin” veneto venne servito per la prima volta nel 1946 da Giuseppe Cipriani, presso lo storico Harry’s Bar. Nulla a che vedere, dunque, con il tramezzino di Torino, che quest’anno festeggia una ricorrenza molto speciale.