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Tamigi balneabile, in quali fiumi italiani si potrà fare il bagno

A Londra è stato aperto il primo tratto balneabile del Tamigi: la notizia rilancia i vari progetti dei fiumi delle città italiane, da Milano a Roma

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Fiume Tevere, Roma

Dopo la Senna, anche il Tamigi è diventato balneabile: aperto il primo tratto ufficialmente designato per il nuoto del fiume di Londra, l’Ham and Kingston, nel Sud-Ovest della Capitale britannica. La notizia riporta alla luce i progetti di balneabilità dei fiumi italiani, da Roma a Milano.

Tamigi balneabile, i fiumi d’Italia dove si potrà fare il bagno

Ufficialmente nel nostro Paese ci sono 657 chilometri di acque interne balneabili, ma sono composte da laghi alpini, torrenti montani e tratti fluviali nella maggior parte dei casi in mezzo alla campagna. Acque balneabili nelle grandi città, al momento, non ci sono, ma sono diverse le Amministrazioni intenzionate a seguire l’esempio di Londra e prima ancora quello di Parigi.

A Roma, per esempio, il sindaco Roberto Gualtieri aveva già annunciato un tavolo tecnico per valutare la balneabilità del Tevere con Arpa, la Regione Lazio e i Ministeri competenti. A tal proposito una commissione scientifica si era messa all’opera per affrontare le criticità del progetto, su tutte quelle relative all’inquinamento dell’affluente Aniene.

Un’altra città che punta a rendere balneabili le proprie acque è Milano dove si potrebbe replicare il modello della Senna a Parigi con le vasche protette dei Navigli, delimitate da reti galleggianti nella Darsena: una soluzione provvisoria per consentire bagni controllati in alcune aree specifiche.

Lo studio sulla riapertura dei Navigli era stato rilanciato dal Comune di Milano già nel 2018, quando vennero approfonditi diversi temi, soprattutto quelli legati alle possibili implicazioni ambientali. Al momento nei Navigli è ancora vietato fare il bagno, perché la qualità dell’acqua e la conformazione del fondono rendono impraticabile qualsiasi uso ricreativo diretto.

Il Consorzio Est Ticino Villorese, ente che gestisce i Navigli per conto della Regione, era stato molto chiaro al riguardo, facendo notare in tempi non sospetti che “a differenza della Senna che è un fiume, Navigli e Darsena sono canali artificiali” dove “per motivi di sicurezza la balneazione è vietata”. Il progetto, comunque, resta in piedi in vista dei prossimi anni.

Come a Torino dove c’è il progetto intitolato ‘Let’s Po’ che punta alla riqualificazione delle rive, ai battelli elettrici e al futuro River Center sotto le arcate del Fiume. Nel frattempo Arpa Piemonte sta lavorando a sistemi di monitoraggio avanzato per valutare la possibilità di usi ricreativi nel medio-lungo termine finalizzati alla balneazione.

Il caso del fiume Trebbia

In Italia c’è poi il caso del fiume Trebbia, nel Piacentino, da anni tra le mete balneari più frequentate al Nord, con famiglie e turisti che affollano le sue sponde di ghiaia già a partire dalle prime giornate di caldo.

Le acque del Trebbia in Emilia Romagna sono limpide, ma la presenza di correnti forti e variabili, unita a fondali irregolari e agli improvvisi salti di profondità ne compromettono la sicurezza.

Non essendo considerati balneabili i fiumi della Regione, a livello burocratico potrebbero mancare i relativi controlli per la sicurezza dei bagnanti, destinati ufficialmente a zone dove è possibile tuffarsi. Questo causa una specie di cortocircuito con persone che decidono di fare il bagno senza un permesso ufficiale. Alcuni casi di decessi negli ultimi anni, hanno spinto le autorità a diffondere volantini informativi in quattro lingue per avvertire cittadini e turisti in merito ai rischi della balneazione.