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Storia di Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore Usa a Roma

Viaggio alla scoperta di Villa Taverna a Roma, la storica residenza dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia: la sua storia e dove si trova

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Villa Taverna, Roma

Villa Taverna è la storica residenza dell’ambasciatore Usa in Italia: alla scoperta della storia della proprietà situata in uno dei quartieri più esclusivi di Roma.

Dove si trova la residenza dell’ambasciatore Usa a Roma

La residenza ufficiale dell’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia ha sede a Roma e più specificatamente a Villa Taverna: la proprietà è situata al civico 5 di viale Gioacchino Rossini 5, nel quartiere Parioli.

Immersa in un grande parco, la villa è di proprietà statunitense dal 1948: attualmente ospita l’ambasciatore Tilman J. Fertitta che di recente è stato protagonista di un a crociera in Italia per festeggiare l’anniversario dei 250 anni dal giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Il piano nobile di Villa Taverna è caratterizzato da una fascia marcapiano su cui posano grandi finestre architravate, sopra cui si aprono le finestre semplici situate al secondo piano. Sulla facciata principale è presente una cornice che riporta la seguente scritta in latino: “Patientia et fide felicitas” che sostanzialmente sta a significare “La felicità si ottiene con la pazienza e la fede”.

Composta da due corpi principali, la residenza dell’ambasciatore statunitense in Italia è ricoperta da un tetto rivestito di coppi alla romana e decorato alle estremità da altri comignoli. Una splendida torre si erge nel punto di raccordo dei due corpi: una volta aveva un aspetto modesto ma con le modifiche apportate nel tempo è diventata la struttura più monumentale della villa.

Suggestivi i giardini che circondano la villa: sono stati progettati in maniera molto accurata e presentano lunghi viali, fontane, balaustre e anche alcuni reperti archeologici sparsi per tutta l’area del parco. Sono due i giardini principali, entrambi localizzati a sud: il primo è all’italiana, costeggia viale Rossini ed è costituito da siepi di bosso e da un’antica vasca di pietra.

Il secondo giardino, invece, è situato a sud-ovest e si apre sul grande piazzale che guarda la villa: alle siepi di bosso si affiancano lecci potati in varie forme geometriche, mentre al centro troviamo una fontana circolare.

La storia di Villa Taverna

A livello storico le prime notizie dell’esistenza di Villa Taverna a Roma risalgono al X Secolo: nel corso degli anni, dopo diversi passaggi, il Collegio Germanico Ungarico cedette la proprietà al Collegio Romano, Casa Generalizia della Compagnia di Gesù. Quando i Gesuiti vennero soppressi, la villa passò poi alla Camera Apostolica che a sua volta la vendette al Collegio di Sant’Apollinare.

Nel 1824 Papa Leone XII riconsegnò la villa al Collegio Romano, anche se le carte successiva a quella data vedono l’immobile indicato con un nome precedente, quello di Seminario Apollinare. Nel 1870 il Regno d’Italia occupò diversi edifici ecclesiastici per dotare la nuova Capitale di un importante patrimonio immobiliare e il Collegio Romano fu requisito per farne una caserma dei bersaglieri.

Il Conte Ludovico Taverna, dopo essersi ritirato dalla vita parlamentare, comprò nel 1920 la villa che prese poi il suo nome, affidando il restauro a Carlo Busiri Vici. L’architetto trasformò il complesso conventuale dandogli un nuovo stile: le aule del piano terra furono adibite a salotti, mentre la sala di lettura fu riconvertita a sala da pranzo.

Alla scomparsa del Conte, la villa passò alla figlia Ida: nel 1933 l’ambasciatore Miller Breckinridge Long, giunto a Roma, decise di affittare Villa Taverna come residenza, dando vita a una sorta di tradizione sposata anche dai suoi successori. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Ida Borromeo Taverna vendette la villa agli Usa nel 1948; qualche anno dopo il Ministero della Pubblica Istruzione vincolò l’immobile e i suoi giardini.