Squalo di 4 metri sulla spiaggia a Follonica: mistero sulla morte
È un esemplare di squalo capopiatto, lungo ben 4 metri e dal peso di circa 400 kg, quello rinvenuto sulla spiaggia di Follonica: la sua morte è un mistero

Maestoso e terrificante anche dopo la sua morte: un esemplare di squalo capopiatto è stato rinvenuto sulla spiaggia di Follonica, suscitando timore tra i bagnanti. Il gigante dei mari, lungo ben 4 metri, appartiene ad una specie ormai poco diffusa nel Mediterraneo ed è innocua per l’uomo. Non è ancora chiaro come sia morto: gli scienziati sono già all’opera per analizzare la carcassa nel tentativo di fare luce sul suo decesso. Ecco cosa sappiamo.
Squalo gigante ritrovato a Follonica
Lo scorso 30 giugno 2026, alcuni bagnanti hanno avvistato un gigantesco squalo capopiatto arenato senza vita tra gli scogli in un tratto di spiaggia libera a Follonica (prov. di Grosseto), lungo la costa toscana. Per la creatura marina non c’era ormai più nulla da fare: gli esperti hanno raggiunto subito il luogo in cui ne è stata rinvenuta la carcassa, per poter condurre le prime analisi volte ad individuare la causa della morte. Una volta recuperato, lo squalo è stato dapprima sistemato sulla spiaggia e poi trasferito presso il porto di Scarlino, dove è tornato in acqua per rallentare la sua decomposizione.
Il mastodontico esemplare, lungo oltre 4 metri e dal peso di circa 400 kg, è stato analizzato dal team guidato dal professor Primo Micarelli, biologo marino e direttore scientifico del Centro Studi Squali. La carcassa è stata dissezionata e i suoi resti sono stati sottoposti ad esami, con l’obiettivo di scoprire a cosa è dovuto il decesso. Al momento sono al vaglio diverse ipotesi, tra cui quella di un problema di salute preesistente. Ma sulla morte dello squalo capopiatto resta ancora il mistero.
“Si tratta di un capopiatto lungo circa 450 centimetri, un esemplare femmina. Non abbiamo riscontrato alcuna apparente ragione della morte. L’animale era stato recuperato praticamente intatto, da circa 24 ore, e non presentava neppure i normali segni della decomposizione” – ha affermato il professor Micarelli, come riporta “MaremmaOggi”. Il materiale biologico recuperato è stato inviato ai laboratori dell’Università di Siena, di Arpat e dell’Istituto Zooprofilattico, per individuare elementi utili a chiarire cosa abbia provocato il decesso.
Cosa sappiamo sullo squalo capopiatto
Il ritrovamento del gigantesco squalo a Follonica, uno degli ultimi avvistamenti in Italia in ordine temporale, ha suscitato grande curiosità tra i bagnanti – ma anche un po’ di timore. In realtà, lo squalo capopiatto (“Hexanchus griseus”) è del tutto innocuo per l’uomo, sebbene il suo aspetto sia piuttosto aggressivo e le dimensioni che può raggiungere siano notevoli. Questa specie è diffusa principalmente negli oceani, dove vive in acque tropicali e temperate: nel suo areale rientrano anche le profondità del mar Mediterraneo, ma è davvero raro incontrarne qualche esemplare. Per questo motivo, il rinvenimento della carcassa di uno squalo capopiatto rappresenta un’importante occasione di studio per i ricercatori.
Di recente, un altro avvistamento ha fatto scalpore. Uno squalo deceduto, anch’esso appartenente alla stessa specie, è stato trovato lungo le coste campane, nella zona di Ischia. Le acque di questa regione si sono rivelate prospere per gli squali: sui fondali, i coralli creano delle strutture che forniscono l’habitat ideale per queste gigantesche creature marine. Il professor Micarelli, invece, si è già occupato di uno squalo capopiatto nel 2016, quando un esemplare maschio è stato recuperato a Marina di Grosseto.
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