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Scoperta nel mare di Gaeta, trovate due antiche dolie romane

Le acque di Gaeta hanno restituito due dolie romane intatte, recipienti antichi usati per trasportare olio e vino lungo le rotte del Mediterraneo

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Dolie romane riaffiorano a Gaeta

Il mare di Gaeta continua a restituire preziose testimonianze del suo passato. Nelle scorse ore, infatti, al largo del golfo, un peschereccio ha intercettato nelle proprie reti due enormi contenitori di epoca romana: si tratta di dolia, recipienti di oltre due metri di diametro che in antico erano destinati a custodire derrate alimentari e prodotti come olio e vino.

Perché le dolie romane ritrovate a Gaeta sono un vero tesoro

Le dolie romane erano recipienti in terracotta utilizzati per trasportare e conservare grandi quantità di beni alimentari. La loro mole imponente, spesso superiore ai due metri, le rendeva perfette per il carico di navi onerarie, che collegavano i porti dell’impero romano lungo rotte già percorse dai fenici.

Gli studiosi ritengono che il peschereccio, nella sua rotta di pesca, possa aver incrociato i resti di una di queste imbarcazioni affondate secoli fa!

Il sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, ha seguito personalmente le fasi di messa in sicurezza. Come riportato sul sito del Comune di Gaeta, ha dichiarato: “Ho osservato da vicino con ammirazione ma al contempo con grande commozione le due dolia recuperate in mare”.

Ha aggiunto che “le nostre acque dunque, si confermano ricche di reperti che testimoniano la vitalità dei traffici commerciali che hanno animato il mare del Golfo in un lontano passato”.

Come sono state recuperate le due dolie romane nelle acque di Gaeta

Il recupero delle due dolie è stato reso possibile grazie a un’articolata collaborazione tra enti e operatori del territorio: la Guardia Costiera ha coordinato le manovre in mare, mentre la Soprintendenza per i Beni Archeologici ha fornito le indicazioni sulle procedure da adottare. A queste si sono aggiunti il supporto della Polizia Locale, degli ormeggiatori e dei piloti del porto, oltre all’impegno di sommozzatori e operatori specializzati che hanno contribuito a preservare l’integrità dei reperti.

L’intervento ha coinvolto anche la Protezione Civile “La Fenice”, che ha messo a disposizione reti e strumenti necessari, nonché alcuni mezzi di sollevamento che hanno permesso di trasportare i manufatti a terra. Il tutto si è svolto sotto lo sguardo vigile della comunità, che ha dimostrato grande partecipazione.

Il sindaco ha spiegato: “Chiederò loro che anche queste due dolie possano essere destinate alla comunità cittadina come testimonianza delle acque del Golfo di Gaeta nei traffici marittimi dell’epoca ed essere poi esposte assieme alle altre due in un nostro Museo affinché abbiano la dovuta valorizzazione”.

L’episodio non rappresenta un unicum: già in passato lo stesso motopeschereccio aveva riportato in superficie altri due manufatti simili e oggi il nuovo ritrovamento contribuisce ad arricchire ulteriormente il patrimonio archeologico del territorio e a sottolineare l’importanza di queste acque nei traffici commerciali del Mediterraneo antico.

Infatti, il sindaco ha sottolineato: “E questo anche nel nome del compianto comandante Giacomo Spinosa, scomparso da circa due settimane, che nel marzo del 2017, sempre con il motopeschereccio Attila II aveva rinvenuto le altre due preziose dolia che tuttora si trovano al Museo del Mare in via Annunziata. E ora il ritrovamento di ulteriori due vasi di epoca romana, simili ai precedenti, da parte del figlio Gianluca, al comando dello stesso peschereccio”.

Il primo cittadino ha voluto rimarcare l’importanza simbolica dell’evento per la comunità: “Che dire, una bella pagina per la nostra città, tutti vicini e uniti per un qualcosa che ci appartiene, che fa parte della nostra Storia e che mi fa sentire orgoglioso di essere sindaco di questa gente”.