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Sardegna, fino a 30mila euro per i giovani che vanno a vivere lì

La Sardegna prevede fino a 30mila euro per i giovani che decidono di trasferirsi sull'isola per lavorare, con importi maggiori nei piccoli comuni

3 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Sardegna, bonus 30mila euro ai giovani

La Sardegna punta sui giovani per affrontare una delle sfide più importanti del suo futuro, lo spopolamento. Per portare a termine l’obiettivo, la Regione ha definito un nuovo programma di incentivi economici destinato a chi desidera trasferirsi sull’Isola e costruirvi il proprio percorso professionale.

Come funziona il bonus Sardegna e a chi spetta

La possibilità di iniziare una nuova vita in Sardegna arriva con un sostegno economico che può raggiungere i 30mila euro. Ecco perché, il 22 ottobre 2026, la Giunta regionale presieduta da Alessandra Todde ha annunciato i criteri di un provvedimento rivolto agli under 40 che intendono stabilirsi sull’Isola per motivi professionali; la cifra prevista parte da 20mila euro e aumenta di ulteriori 10mila per chi sceglie un comune con meno di 5mila residenti.

Per accedere al contributo occorre avere meno di 40 anni e svolgere un’attività lavorativa o imprenditoriale sul territorio regionale; ibeneficiari dovranno acquisire la residenza in Sardegna entro sei mesi dall’ammissione e conservarla per almeno cinque anni. La misura comprende anche coloro che hanno già effettuato il trasferimento nel corso del 2026, purché rispettino il requisito della permanenza quinquennale.

Il programma si rivolge sia ai sardi che desiderano rientrare dopo un periodo trascorso altrove sia a persone provenienti da altre regioni. Nella valutazione delle richieste avranno particolare importanza le prospettive occupazionali, la stabilità del progetto di trasferimento e la presenza di un eventuale nucleo familiare; saranno considerate anche le iniziative imprenditoriali capaci di rispondere alle esigenze economiche dei territori interessati.

Come riportato da ‘Adnkronos’, la Regione ha previsto un investimento complessivo di 56 milioni di euro distribuiti nell’arco di tre anni. La prima fase, relativa al 2026, dispone di 8 milioni e avrà carattere sperimentale, mentre per il 2027 e il 2028 sono stati programmati 24 milioni annui.

Per presentare domanda bisognerà attendere la pubblicazione del bando regionale, affidata alla Direzione generale delle Politiche sociali, che stabilirà le procedure di candidatura, i documenti necessari e le modalità di assegnazione dei contributi. L’approvazione dei criteri rappresenta dunque il primo passaggio verso l’attivazione degli incentivi.

Perché la Sardegna punta sui giovani contro lo spopolamento

Alla base del provvedimento c’è una situazione demografica che interessa da anni la Sardegna, soprattutto nei territori meno popolati. Dai paesi dell’entroterra ai piccoli centri costieri, numerose comunità devono confrontarsi con la progressiva diminuzione dei residenti e con l’invecchiamento della popolazione.

Secondo le rilevazioni Istat, alla fine del 2024 la popolazione sarda era scesa a 1.562.381 abitanti, con una diminuzione di oltre 8mila persone rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo erano state registrate appena 7.052 nascite, a fronte di oltre 18mila decessi.

Nel 2025 la Sardegna ha registrato una media di 0,85 figli per donna, il valore più basso tra tutte le regioni italiane, rispetto a una media nazionale di 1,14; un quadro demografico al quale si aggiunge la partenza di numerosi giovani verso altre regioni, spesso per completare gli studi universitari o cercare opportunità professionali.

La scelta di riservare il contributo più elevato ai comuni sotto i 5mila abitanti risponde proprio alla necessità di sostenere queste comunità. L’arrivo di nuovi residenti può contribuire a mantenere attive le economie locali e a rafforzare la domanda di servizi, dalle scuole alle attività commerciali; il programma intende inoltre favorire l’insediamento di professionisti e imprenditori nei territori che risentono maggiormente della perdita di popolazione.