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Al Castello di Moncalieri nascerà un roseto nel bosco del re

Al Castello di Moncalieri nascerà un roseto nel Bosco del Re: il progetto culturale e botanico che valorizza la storia e la biodiversità locale

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Roseto Bosco del Re Moncalieri

Un nuovo progetto ha preso forma a Moncalieri, all’interno del Bosco del Re che circonda il Castello di Moncalieri, una iniziativa che riguarda la realizzazione di un roseto e che nasce dall’incontro tra ricerca botanica e valorizzazione del paesaggio storico.

Cosa prevede il progetto del roseto nel Bosco del Re

Il progetto del roseto nel Bosco del Re è nato da uno studio di fattibilità che ha analizzato le caratteristiche ambientali del parco del Castello di Moncalieri. L’intervento è stato concepito come un roseto sperimentale, con una funzione di conservazione e di ricerca, pensato per accogliere varietà storiche e nuove ibridazioni in un contesto naturale già consolidato.

Come riportato su ‘La Repubblica’, Antonella Parigi, assessore alla cultura di Moncalieri, ha spiegato: “Il progetto si basa innanzitutto sulla vocazione florovivaistica di Moncalieri, quindi sul gemellaggio del comune con la città di Baden Baden, sede di un roseto storico, infine sullo sviluppo sempre più interessante del turismo dei giardini. Senza dimenticare la figura di Maria Letizia di Savoia, l’ultima principessa che ha vissuto nel castello, donna attenta alla modernità e amante delle rose”.

Il percorso di definizione ha coinvolto università e associazioni culturali, contribuendo a delineare una visione di lungo periodo. La realizzazione di sviluppo del giardino infatti è stata collocata entro il 2027 e sarà preceduta da una fase di assegnazione dei lavori e di pianificazione operativa, nel rispetto dell’equilibrio ambientale.

Anche la scelta dell’area è stata frutto di valutazioni specifiche. Alba Zanini, presidente dell’associazione culturale Kores, ha evidenziato che gli esperti hanno individuato “l’area come particolarmente adatta a ospitare un roseto sperimentale, con particolare attenzione alla biodiversità”.

Perché la storia del Castello di Moncalieri è legata al suo paesaggio

Il Castello di Moncalieri è una delle residenze sabaude più antiche e ha attraversato secoli di trasformazioni. Nato come struttura difensiva in epoca medievale, è stato progressivamente adattato a residenza sabauda di svago e di rappresentanza, soprattutto dal Seicento in poi, quando la corte ha ridefinito il rapporto tra architettura e paesaggio collinare.

Nel tempo il castello è stato luogo di soggiorno e spazio di formazione per i giovani principi e scenario di eventi che hanno inciso sulla storia nazionale. Nel 1849 Vittorio Emanuele II vi ha firmato il Proclama di Moncalieri, destinato a influenzare il processo di unificazione italiana.

Parallelamente, la residenza è stata profondamente legata alle figure femminili di Casa Savoia, che ne hanno segnato la dimensione più privata e quotidiana.

Tra Ottocento e Novecento, le vicende politiche e militari hanno modificato la funzione dell’edificio, trasformato in caserma e ospedale militare e privato di parte degli arredi originari. Dopo il passaggio allo Stato, il castello ha mantenuto un ruolo pubblico; i restauri conclusi nel 2017 hanno restituito al pubblico spazi significativi, rendendo visibili anche le tracce delle trasformazioni subite nel tempo.

Il progetto del roseto è pensato anche per rafforzare il dialogo tra architettura storica, natura e ricerca. Stefano Marzullo ha osservato che “Il roseto del Castello di Moncalieri potrebbe diventare un unicum in Europa sia per le condizioni climatiche, sia perché un premio giovane potrà essere progettato secondo le ultime tecniche, tenendo conto del cambiamento climatico e delle condizioni ambientali attuali”.