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Perché il restyling del lungomare di Napoli è diventato un caso

Sul lungomare di Napoli i lavori sono quasi ultimati nel tratto di via Nazario Sauro ma il restyling solleva polemiche su verde e spazi pubblici

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Restyling lungomare Napoli polemiche

Sul lungomare di Napoli i lavori sono quasi ultimati e la loro realizzazione ha già aperto un confronto pubblico sul modo in cui verrà vissuta l’area, mentre resta centrale il tema della vivibilità legato all’assenza di verde.

La polemica sul nuovo lungomare di Napoli

Il caso è nato dopo la diffusione delle immagini del tratto rinnovato del lungomare di Napoli, dove la nuova pavimentazione e la futura organizzazione degli spazi esterni dei locali hanno sollevato osservazioni diverse.

Il progetto, che ha riguardato via Nazario, una delle aree più note della città, affacciata sul mare e inserita in un contesto di forte valore paesaggistico, storico e turistico.

Secondo le osservazioni riportate da ‘Fanpage’, l’intervento avrebbe modificato soprattutto l’aspetto dello spazio, attraverso nuove finiture e una diversa distribuzione delle aree, mentre avrebbe lasciato aperte alcune domande sulla qualità dell’uso pubblico.

Emiliana Mellone, co-founder di Cleanap, ha chiesto: “perché le nuove progettazioni urbane (in questo caso restyling) e le conseguenti linee guida comunali non prevedono quasi mai cura allo spazio pubblico?”.

La domanda sintetizzarebbe il nodo della polemica, perché il lungomare rinnovato è stato letto da alcuni osservatori come uno spazio più ordinato, ma al contempo poco attento al comfort climatico e alla sosta libera.

Cosa prevede il restyling di via Nazario Sauro a Napoli

Il restyling del tratto di via Nazario Sauro, dal valore superiore ai 13 milioni di euro, e relativo all’area compresa tra piazza Vittoria e il Molosiglio, è partito nell’estate del 2023 con il rifacimento dei sottoservizi e l’allargamento dei marciapiedi sul lato degli edifici, mentre sono state lasciate due corsie per il passaggio delle auto.

Per la pavimentazione sono state scelte pietra etnea e pietra bianca di Trani, materiali che hanno dato al nuovo tratto un aspetto uniforme e molto minerale.

Il Comune ha previsto anche l’installazione di semafori intelligenti, telecamere e avvisi luminosi, pensati per indicare quando la strada sarà aperta al traffico o chiusa in occasione di eventi, per dare vita a una nuova configurazione che riguarda quindi sia l’immagine del lungomare sia la gestione della mobilità.

Un altro punto centrale del progetto riguarda i dehors, il piano d’ambito approvato dal Comune ha previsto strutture bianche, uniformi, in metallo e vetro, destinate a ristoranti e pizzerie.

I posti a sedere all’aperto saranno 2.155, distribuiti tra i 28 locali titolari di concessione di suolo pubblico; i tavolini potranno essere collocati sul marciapiede davanti agli ingressi degli esercizi, mentre il lato mare resterà escluso da questa occupazione.

Le nuove strutture avranno copertura stabile bioclimatica con lamelle orientabili, delimitazioni in vetro e altezza massima di 2,30 metri; il colore indicato è il bianco traffico, mentre il fissaggio avverrà tramite piastre autoportanti, senza pedane o pavimenti flottanti.

Sono previste anche distanze minime dai palazzi e dalla carreggiata, così da regolare il rapporto tra passaggio pedonale, dehors e viabilità. Ed è proprio su questo equilibrio che si è concentrata una parte della discussione.

Da un lato, il progetto ha puntato a rendere più ordinata e omogenea la presenza dei locali lungo il lungomare; dall’altro, alcuni osservatori hanno sollevato il tema della mancanza di aree ombreggiate e dell’assenza di aree verdi.

Come si legge su ‘Fanpage’, per Mellone “Sarebbe stato invece auspicabile, anche considerando la ormai consolidata pedonalizzazione del tratto, un reale progetto di riqualificazione urbana che prevedesse funzioni adeguate alla vivibilità dei luoghi con la predisposizione di aree ombreggiate (anche reversibili e temporanee), aree di sosta attrezzate e pubbliche così come avviene nelle grandi città, e che coinvolgesse l’intero lungomare, effettuando scelte compatibili con il contesto tutelato.”