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La principessa Kate in Italia per il primo viaggio post malattia

La principessa Kate ha scelto di venire in Italia, in particolare a Reggio Emilia, per il suo primo viaggio all'estero dopo la fine della malattia

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Kate Middleton

Catherine, Principessa del Galles, conosciuta in tutto il mondo come Kate Middleton, è oggi una delle figure più amate e influenti della monarchia britannica. Nata in una famiglia borghese inglese, ha conosciuto il principe William durante gli anni universitari ed è lì che è nata la loro storia d’amore, quasi da fiaba. Dopo le nozze, la principessa Kate è diventata uno dei volti simbolo della Famiglia Reale inglese. Negli ultimi anni, infatti, ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle attività della Corona, concentrandosi soprattutto sui temi legati all’infanzia, all’educazione e alla salute mentale. Il 2024 è stato, però, segnato dalla malattia che l’ha costretta a ritirarsi temporaneamente dagli impegni pubblici. Ora, dopo mesi difficili, la principessa ha scelto proprio l’Italia per il suo primo viaggio ufficiale all’estero dopo la malattia.

Quando e dove la principessa Kate verrà in Italia

La visita ufficiale della principessa del Galles è prevista per il 13 e 14 maggio in Emilia-Romagna per una missione legata ai temi dell’infanzia. Come riporta il ‘Corriere della Sera’, la notizia è stata confermata da Kensington Palace, che ha motivato la scelta spiegando l’interesse della principessa per il “Reggio Emilia Approach”. Questo approccio prevede di costruire un modello scolastico centrato sul bambino, sulla creatività e sull’importanza delle relazioni umane nello sviluppo educativo.

Si tratta di una visita molto significativa perché rappresenta il primo viaggio ufficiale all’estero della principessa dopo le cure contro il tumore eseguite in seguito all’intervento chirurgico del 2024. Intervento chirurgico all’addome che si dice sia stato eseguito da un’équipe di specialisti italiani provenienti dal Policlinico Gemelli. Inoltre, si tratterebbe di una delle rare occasioni in cui Kate Middleton si trova ad affrontare un impegno internazionale da sola.

La scelta dell’Emilia Romagna crea anche un interessante collegamento con il precedente viaggio italiano di Re Carlo III e Regina Camilla che, nella primavera del 2025, hanno visitato Roma, il Vaticano per poi spostarsi in Emilia-Romagna. La coppia reale aveva scelto la città di Ravenna per il suo straordinario patrimonio artistico e letterario. Ora un altro membro della famiglia reale torna in questa stessa regione, anche se per altri motivi.

Perché la principessa Kate ha deciso di visitare Reggio Emilia

L’inizio del 2024 ha rappresentato uno dei momenti più delicati della vita pubblica e privata della principessa del Galles. Oggi, però, la principessa Kate sembra pronta a tornare progressivamente agli impegni istituzionali, scegliendo di ripartire proprio da un tema che ritiene centrale nella sua attività pubblica, ovvero la prima infanzia.

Dal 2021 la principessa guida il Royal Foundation Centre for Early Childhood, progetto nato per promuovere una maggiore attenzione ai primi anni di vita dei bambini. Il Royal Foundation Centre è stato creato dal principe William e dalla principessa Kate per sostenere studi, iniziative e campagne dedicate allo sviluppo dei bambini. La principessa considera, infatti, l’infanzia una fase decisiva per il benessere futuro. Il progetto “Early Years” è strettamente collegato al Centre for Early Childhood ed è diventato il cuore dell’impegno pubblico di Kate su questi temi.

La visita a Reggio Emilia si inserisce proprio in questo percorso. Durante il viaggio la principessa incontrerà insegnanti, famiglie, professionisti ed esperti del settore per approfondire il funzionamento del metodo educativo emiliano. Il “Reggio Emilia Approach“, infatti, è un metodo educativo nato nell’omonima città nel secondo dopoguerra grazie al pedagogista Loris Malaguzzi e alla collaborazione di alcune famiglie. Il progetto si è poi sviluppato con l’idea di costruire un modello scolastico innovativo che mette al centro anche le relazioni umane nel percorso educativo.