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A Marina di Ravenna trovato un pesce luna di 2 metri e mezzo

A Marina di Ravenna trovato un pesce luna di due metri e mezzo vicino alla diga del molo, un raro gigante dei mari studiato dai ricercatori

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Pesce luna gigante a Marina di Ravenna

Nelle prime ore del mattino del 10 marzo sulla costa romagnola è stato rinvenuto un enorme esemplare di pesce luna: l’animale, lungo circa due metri e mezzo e con un peso stimato attorno ai quattrocento chili, giaceva vicino alla diga di Marina di Ravenna. Dietro l’episodio c’è una vicenda iniziata qualche giorno prima, quando lo stesso animale era stato avvistato in mare in evidente difficoltà.

Come è stato trovato il pesce luna gigante a Marina di Ravenna

Il gigantesco animale è stato notato all’alba da alcuni passanti che si trovavano nella zona della diga del molo; dopo la segnalazione sono intervenuti la Capitaneria di Porto e gli operatori del Cestha, il Centro sperimentale per la tutela degli habitat con sede a Ravenna.

L’esemplare era ormai privo di vita. Secondo i biologi si trattava con ogni probabilità dello stesso individuo osservato nei giorni precedenti mentre nuotava lentamente vicino alla costa, e gli operatori avevano tentato di accompagnarlo verso acque più profonde, anche se l’animale sembrava però già in condizioni critiche.

Come riportato su ‘Il Corriere della Sera’, dal Cestha hanno spiegato: “Ci sembra chiaro che si tratta di quello rinvenuto oggi, che qualche giorno fa era già morente. Sulla carcassa non ci sono per fortuna segni di impatto con eliche o comunque di urti o ferite. La carcassa sarà trasferita a Padova nella sede dell’Università dove sarà studiata”.

Le dimensioni dell’esemplare rientrano comunque nella norma per questa specie. Sempre su Il Corriere della Sera, il presidente del Cestha Simone D’Acunto ha chiarito: “L’esemplare rinvenuto a Marina di Ravenna ha dimensioni medie per la specie. Non è il più grande in natura e misura ben due e metri mezzo”.

Il recupero della carcassa permetterà ai ricercatori di effettuare ulteriori analisi scientifiche. La costa romagnola ha già registrato episodi simili negli ultimi anni, solo tra il 2024 e il 2025 diversi esemplari sono stati segnalati tra Marina Romea, Casal Borsetti e altri tratti del litorale ravennate.

Uno dei casi più noti risale a Valverde di Cesenatico, dove venne recuperato un esemplare enorme, vicino alla tonnellata di peso. Per rimuoverlo fu necessario l’intervento di tecnici e volontari con mezzi speciali, episodi che indicano che il pesce luna frequenta anche l’Adriatico. In alcune circostanze, però, può avvicinarsi alla riva quando è disorientato oppure quando le condizioni di salute peggiorano.

Perché il pesce luna è considerato una specie misteriosa

Il pesce luna, noto scientificamente come Mola mola, è il più pesante tra i pesci ossei esistenti. Alcuni individui possono superare dimensioni davvero impressionanti, con lunghezze che superano i tre metri e pesi che arrivano a diverse tonnellate. La forma del corpo è molto particolare. Appare appiattita lateralmente e quasi priva di coda, mentre due grandi pinne permettono all’animale di muoversi lentamente in mare aperto.

Nonostante la mole imponente, questo pesce è innocuo per l’uomo. Si nutre soprattutto di meduse e piccoli organismi marini e vive in genere lontano dalla costa e preferisce acque profonde. Gli avvistamenti vicino alla riva restano quindi poco frequenti, anche nel Mediterraneo dove la specie è comunque presente.

Gli studiosi considerano il pesce luna un animale ancora poco conosciuto. Come riportato su ‘Il Resto del Carlino’, dal Cestha hanno spiegato: “Nell’ambito delle collaborazioni con gli enti specialisti abbiamo attivato il recupero della carcassa da parte del CERT (Cetacean strandings Emergency Response Team) che potrà effettuare indagini approfondite utili a comprendere meglio alcuni aspetti di una specie che per certi versi è ancora molto misteriosa”.

Il Mediterraneo e il mare Adriatico fanno parte del suo habitat naturale. La specie è classificata come vulnerabile, motivo per cui ogni ritrovamento rappresenta un’opportunità di studio importante e le analisi sull’esemplare recuperato potranno offrire indicazioni sullo stato di salute dell’animale e sulle possibili cause della morte.