Non solo sull'isola di Pasqua, i Moai si trovano anche a Roma e Bergamo
Sculture Moai, tipiche dell'isola di Rapa Nui, sono presenti anche a Roma e Bergamo. Ecco perché
Corpo cilindrico. Longilineo e imponente. Volto grande. Dallo sguardo enigmatico, sfuggente e riflessivo, quasi severo. Sul capo poi la presenza di un piccolo cilindro, che riproduce un copricapo o un’antica acconciatura, conclude il chiaro identikit.
L’aspetto è inequivocabile, quasi impossibile sbagliarsi: ci troviamo di fronte a un Moai, una delle sculture che popolano la remota isola di Pasqua, un puntino di terra brulla nel cuore dell’Oceano Pacifico, dove le maestose raffigurazioni resistono da secoli all’incedere del tempo donandoci una testimonianza preziosa degli sforzi effettuati dagli antichi abitanti dell’isola per innalzare le imponenti statue, raffigurazioni antropomorfe di antiche divinità.
Ma il Moai che si vede nell’immagine, raffigurato anche nel video, si trova molto lontano da casa. La statua, infatti, è posizionata a Vitorchiano, comune poco distante da Roma.
Alta sei metri e realizzata in piperino, la raffigurazione ha preso forma dal blocco di pietra nel 1990 per mano di undici maori della famiglia Atan che da Rapa Nui arrivarono in Italia agli inizi degli anni Novanta per diffondere informazione e sensibilizzazione sul restauro delle numerose statue presenti sull’isola di Pasqua, minacciate dal passare del tempo e dagli agenti atmosferici.
All’epoca l’opera fu realizzata per la trasmissione televisiva “Alla ricerca dell’arca” e fu inizialmente posizionata nel piazzale Umberto I della cittadina.
Qualche anno dopo, nel 2007 la statua è stata esposta in Sardegna nel Museo del Territorio “Sa Corona Arrubia“, in occasione di un’importante mostra di arte precolombiana. Dopo quell’esperienza la statua è stata posizionata in via Teverina, dove da anni incuriosisce centinaia di persone.
Il Moai di Vitorchiano non è però l’unico presente in Italia. Un altro Moai si trova a Chiuduno, in provincia di Bergamo scolpito per mano di 14 Maori Rapa Nui polinesiani. L’opera fu realizzata durante il XV Festival Internazionale de”Lo spirito del pianeta” realizzato per celebrare culture indigene e tribali del mondo.
Simbolicamente, una volta terminata, la statua fu rivolta in direzione dell’isola di Pasqua, per creare un collegamento tra gli abitanti di Rapa Nui e di Chiuduno.
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