A Frosinone è caccia al decapitatore di statue: cosa è successo
A Frosinone è caccia al decapitatore di statue dopo due episodi ravvicinati di vandalismo che hanno fatto partire le indagini dei carabinieri

Nel giro di pochi giorni, a Frosinone, due statue religiose sono state danneggiate con modalità simili, un dettaglio che ha attirato l’attenzione per la dinamica del gesto di vandalismo e che, dopo un primo episodio avvenuto in un luogo di culto, è stato confermato da un secondo atto, spingendo gli investigatori ad avviare approfondimenti per chiarire un possibile schema.
Cosa è successo alle statue a Frosinone
Il primo episodio si è verificato nei giorni scorsi a Frosinone, all’interno della chiesa abbaziale di San Benedetto, dove una statua di Padre Pio è stata danneggiata con la testa staccata e lasciata ai piedi della scultura, atto vandalico che ha subito attirato l’attenzione per la sua modalità e che, a distanza di poco tempo, ha trovato un inquietante seguito.
Il secondo atto si è registrato, infatti, nella mattinata del 14 aprile, in via Madonna delle Rose, dove una statua della Madonna di Lourdes collocata in una nicchia votiva pubblica è stata trovata nelle stesse condizioni, con la testa recisa e posizionata alla base, in un intervallo di tempo compreso tra le 8 e le 15 che rende più complessa la ricostruzione dei fatti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile per i primi rilievi, mentre le indagini sono state affidate ai militari di Frosinone Scalo, impegnati nell’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona con l’obiettivo di individuare eventuali movimenti sospetti e ricostruire la dinamica.
La somiglianza tra i due episodi di vandalismo ha portato gli investigatori a concentrarsi su un possibile collegamento, con l’ipotesi che dietro i danneggiamenti possa esserci un’unica mano o comunque un’azione riconducibile allo stesso schema, un elemento che rende il quadro più complesso e richiede verifiche approfondite.
Cosa si sa sul decapitatore di statue di Frosinone
Secondo quanto si legge su ‘La Repubblica’, le forze dell’ordine hanno proseguito gli accertamenti senza escludere alcuna pista, concentrando l’attenzione in particolare sull’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza, considerate uno strumento centrale per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali movimenti sospetti nelle fasce orarie in cui le statue sono state danneggiate.
Sono stati raccolti elementi utili sul contesto e sulla sequenza temporale degli episodi, con l’obiettivo di delineare un quadro più preciso, mentre la vicenda ha iniziato ad avere ripercussioni anche sul piano sociale, dal momento che i danneggiamenti hanno colpito simboli religiosi profondamente radicati nella vita cittadina e hanno alimentato un clima di attenzione rispetto agli sviluppi delle indagini.
L’attenzione si è concentrata sulla necessità di chiarire rapidamente la dinamica dei fatti, mentre alla comunità è stato rivolto un invito alla collaborazione nel caso emergano elementi utili alle indagini, in un contesto che ha acceso un forte interesse rispetto agli sviluppi e alla possibile individuazione dei responsabili.
Resta aperta la questione legata all’identità del responsabile o dei responsabili e alla motivazione dei gesti, anche alla luce del fatto che in entrambi i casi la testa delle statue è stata lasciata sul posto, un dettaglio che viene valutato dagli investigatori ma sul quale non sono state ancora formulate conclusioni ufficiali, mentre le indagini proseguono con l’obiettivo di collegare elementi, tempi e luoghi in un contesto che ha attirato l’attenzione dell’intera città.
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