Spari alla statua di Francesco Nuti a Cavriglia: la denuncia
Atto di vandalismo a Cavriglia, in provincia di Arezzo: durante la notte di Pasqua hanno sparato alla statua di Francesco Nuti al Giardino Ardenza

Durante la notte di Pasqua, ignoti hanno sparato alla statua di Francesco Nuti a Cavriglia, in provincia di Arezzo: i colpi con pistola ad aria compressa hanno danneggiato l’omaggio all’attore e regista toscano, collocata al Giardino Ardenza, di fronte al Municipio.
A Cavriglia hanno sparato alla statua di Francesco Nuti
A dare la notizia dell’atto di vandalismo sono stati il sindaco di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti Sanni, e il suo vice Filippo Boni che ricopre anche il ruolo di assessore regionale ai trasporti.
La statua è posizionata nel cuore della cittadina valdarnese, su una panchina del Giardino Arenza: l’opera ha riportato danni causati da colpi di pistola ad aria compressa, in modo particolare all’altezza del volto e del naso. Le indagini sull’atto di vandalismo sono affidati ai Carabinieri.
Quella statua rappresenta un pezzo di storia perché ispirata a un fatto reale di oltre quarant’anni fa, quando Francesco Nuti non era ancora diventato un celebre attore e regista. Nuti, ospite del paese in provincia di Arezzo, una sera rimase colpito dalla totale assenza di rumori, tanto da esclamare “Madonna, che silenzio c’è stasera“.
Quella espressione divenne poi il titolo dell’omonimo film del 1982 diretto da Maurizio Ponzi. A raccontare la storia è stato Enzo Boni con un post pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook: “Quella figura seduta su una panchina è un tempo trattenuto, un istante che aveva attraversato gli anni per arrivare fino a noi. Proprio lì, più o meno quarantacinque anni fa, in una notte piena di malinconia, ospite dell’amico Enzo Brogi, Nuti si fermò ad ascoltare il silenzio e lo trasformò in parole: ‘Madonna, che silenzio c’è a Cavriglia’.
Da quel silenzio nacque il titolo di un suo film, ‘Madonna che silenzio c’è stasera’, ma prima ancora nacque uno sguardo, una capacità rara di accorgersi del vuoto di una generazione e riempirlo di senso. Quella stessa panchina, quella stessa sospensione, erano così diventate un’opera d’arte. Un modo per dire che certi momenti restano a fare compagnia alle generazioni che vengono dopo.
E invece qualcuno, proprio nella notte in cui si celebra la rinascita, ha scelto di colpire quel volto, di ferire proprio quel ricordo”.
Il sindaco di Cavriglia: “Offesa all’intera comunità”
Dell’atto di vandalismo nei confronti della statua di Francesco Nuti ha parlato il sindaco di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, attraverso un lungo post di denuncia su Facebook:
“Atto vile contro la memoria di Francesco Nuti, Cavriglia condanna con fermezza il vandalismo – si legge nel post del primo cittadino – colpire un’opera che rende omaggio a un artista profondamente legato alla nostra terra non è soltanto un gesto di inciviltà, ma un’offesa all’intera comunità e alla memoria culturale che essa custodisce.
Francesco Nuti non rappresenta solo una figura del cinema italiano, ma un simbolo umano e artistico che continua a vivere nel cuore dei cittadini. Un gesto così ignobile dimostra una totale mancanza di rispetto per i beni comuni, per l’arte e per i valori condivisi. Tali comportamenti non possono e non devono essere tollerati. Cavriglia non si riconosce in chi distrugge, ma in chi costruisce, custodisce e tramanda memoria”.
Nell’annunciare l’attivazione di “tutte le procedure necessarie per il ripristino dell’opera” e “tutte le iniziative affinché i responsabili vengano individuati e perseguiti con la massima severità prevista dalla legge”, il sindaco ha rivolto anche un appello “a tutta la cittadinanza, affinché continui a difendere e valorizzare il patrimonio culturale del territorio, rispondendo a questo atto con senso civico, partecipazione e rispetto”.
Nello stesso post il sindaco ha ricordato come la statua sia stata inaugurata il 31 luglio del 2024 all’interno di un evento pubblico con la proiezione del film ‘Madonna che silenzio c’è stasera’, legato proprio a un episodio avvenuto a Cavriglia che ispirò Nuti.
“La statua Raffigura Nuti seduto su una panchina, in modo molto realistico – ha scritto Leonardo Degl’Innocenti o Sanni – la posa è semplice e ‘umana’, sembra quasi una persona vera che si riposa, non una figura solenne. Decidemmo di collocarla nei giardini pubblici, al Giardino Ardenza di fronte al Municipio, proprio per essere vicina alle persone, per potersi sedere accanto a lui. Il volto ha un”espressione dolce e un po’ malinconica, proprio come se lui già sapesse che nella notte di Pasqua qualche imb****** avrebbe infierito su di lui”.
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