I migliori ristoranti giapponesi a Milano per la Guida Michelin
La Guida Michelin ha selezionato i migliori ristoranti giapponesi a Milano che descrivono oggi la scena cittadina del sushi e dell’alta cucina nipponica

A Milano la cucina giapponese si è trasformata in un linguaggio gastronomico strutturato e molto amato; ed è per questo che la Guida Michelin ha selezionato dodici ristoranti che raccontano modi diversi di intendere il Giappone a tavola: dal sushi più ortodosso ai percorsi kaiseki, dalle contaminazioni misurate alle esperienze Omakase. Una mappa che restituisce lo stato dell’arte della scena nipponica milanese.
Bentōteca
Il progetto guidato da Yoji Tokuyoshi nasce dall’incontro tra una formazione giapponese e un lungo percorso professionale in Italia. La cucina ruota attorno al sushi, proposto attraverso nigiri e sashimi di grande precisione, spesso arricchiti da elementi come il caviale o da contrasti più marcati. Tra i piatti simbolo figura il Negitoro, una tartare di tre tagli di tonno da assemblare al tavolo, mentre la proposta dei dessert lavora su innesti nipponici e sensibilità occidentale.
Finger’s Garden
Guidato dallo chef Roberto Okabe, il ristorante interpreta la cucina giapponese come luogo di incontro tra culture, dove sushi e sashimi convivono con ingredienti mediterranei, dando vita a una proposta che alterna rigore tecnico e spinta creativa. I maki rappresentano uno dei punti centrali del menu, accanto a tartare e piatti caldi che ampliano lo spettro dell’esperienza. È disponibile anche un percorso Omakase, pensato per accompagnare l’ospite attraverso una sequenza coerente di sapori e consistenze.
Hazama
Il nome stesso del ristorante richiama il concetto di equilibrio, che guida la cucina di Satoshi Hazama. La proposta si muove all’interno della tradizione kaiseki, con menu stagionali costruiti attorno a cinque tecniche fondamentali: crudo, vapore, griglia, frittura e cottura in brodo. Il sushi compare in preparazioni mirate come il Kaisen Chirashi o in alcuni assaggi inseriti nella sequenza del pasto.
Ichikawa
Alla guida dell’insegna c’è il maestro Ichikawa, che ha costruito nel tempo un riferimento per chi cerca una cucina giapponese fedele alla tradizione. È possibile scegliere tra selezioni già composte o ordinare singolarmente i nigiri, seguendo un percorso più libero. Per chi lo desidera, il bancone Omakase permette di osservare il lavoro dello chef e seguire una sequenza studiata nei dettagli.
IYO
Primo ristorante giapponese in Italia a ottenere la stella Michelin, IYO ha segnato una tappa importante per la cucina nipponica in città. Il progetto, avviato da Claudio Liu, si fonda su una visione elegante e controllata, oggi sviluppata con continuità. I menu degustazione consentono di esplorare una cucina che combina impostazione giapponese e innesti occidentali calibrati.
IYO Kaiseki
IYO Kaiseki propone due esperienze complementari. Da un lato, la sala dedicata alla cucina kaiseki, costruita su stagionalità e armonia; dall’altro, il banco Omakase, con pochi posti e un rapporto diretto con il sushi master. I piatti alternano mare e terra, crudo e cotture leggere, per un percorso che restituisce una visione completa della gastronomia giapponese più formale.
Izu
Guidato da Jin Yue Hu, il ristorante propone una cucina giapponese elegante e contemporanea, dove nigiri e uramaki costituiscono l’ossatura del menu, con preparazioni che giocano su fiamme leggere e accostamenti aromatici. Accanto al sushi, trovano spazio piatti che introducono contaminazioni internazionali; è disponibile anche un percorso Omakase, pensato per chi desidera affidarsi alla cucina.
Nobuya
Nobuya nasce dall’incontro tra lo chef Niimori Nobuya e l’imprenditore Andrea Lin, con l’obiettivo di creare un indirizzo personale, lontano dagli stilemi più rigidi, dove il sushi è il linguaggio principale, declinato soprattutto attraverso uramaki generosi e riconoscibili, disponibile anche in versione vegetariana per restituire al meglio l’identità del locale.
Osaka
Attivo dal 1999, Osaka rappresenta uno degli indirizzi storici della cucina giapponese a Milano. Lo chef Takimoto Takaaki propone una cucina tradizionale, pensata per avvicinare anche il pubblico italiano ai sapori autentici del Sol Levante. Il sushi è centrale, con una vasta selezione di nigiri accompagnati da wasabi fresco; accanto, la carta include piatti caldi come il ramen, che completa un’offerta improntata alla sincerità e alla continuità.
Waby
Nel quartiere di Porta Nuova, Waby interpreta la cucina giapponese con un linguaggio dinamico; qui il progetto punta su un’atmosfera informale, con il bancone come fulcro dell’esperienza e una proposta pensata per essere immediata. Il menu ruota attorno a crudi creativi, uramaki e cotture alla brace, affiancati da piatti d’autore che seguono la stagionalità. La carta di vini e sakè accompagna il percorso con abbinamenti mirati.
Wicky’s Innovative Japanese Cuisine
La cucina di Wicky Priyan nasce da una formazione rigorosa in Giappone e da una visione personale del sushi d’autore e il ristorante propone percorsi degustazione che mettono al centro nigiri e maki, con un forte controllo tecnico.Alcune preparazioni costruiscono un dialogo esplicito con Milano, mentre altre restano fedeli al metodo Edo-mae.
Zero Milano
Frutto dell’incontro tra Marcello Binda e il sushi master Hide Shinohara, Zero Milano ha costruito una proposta ampia e riconoscibile. La carta spazia dal sushi classico a roll più creativi, includendo anche ingredienti inusuali per la tradizione nipponica. Il percorso Omakase consente di esplorare la cucina secondo stagionalità e ispirazione dello chef.
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