Michelangelo Buonarroti e il giallo del tesoro ritrovato
Uno studio certosino ha permesso di scoprire una ventina di opere, finora ignote, appartenenti a Michelangelo Buonarroti: ma c'è ancora molto da svelare

Cos’è successo davvero durante gli ultimi giorni di vita di Michelangelo Buonarroti, uno degli artisti più importanti della sua epoca, di cui sono scomparse decine di opere? Si è narrato per lungo tempo che la sua eredità venne da egli stesso distrutta per evitare che finisse nelle mani sbagliate. Capolavori preziosissimi, dunque, che sarebbero andati in fumo. E se non fosse andata così? Un nuovo studio svela una verità sconvolgente, che ha già permesso di individuare una ventina di opere (fino a questo momento sconosciute) appartenute a Michelangelo. E ancora sono molte le sorprese che ci attendono. Scopriamo qualcosa in più.
Lo studio sugli ultimi giorni di Michelangelo Buonarroti
Un vero e proprio giallo, durato oltre cinque secoli e ora – forse – pronto ad essere svelato: che fine hanno fatto le moltissime opere che Michelangelo Buonarroti conservava presso la sua abitazione romana all’epoca della sua morte? Storicamente, si riteneva che l’artista le avesse bruciate poco prima di lasciare la sua vita terrena. Ma lo studio certosino condotto da Valentina Salerno, ricercatrice indipendente romana, ha fatto luce su una verità molto più sorprendente.
La ricerca, intitolata “Michelangelo, gli ultimi giorni”, è stata realizzata con il sostegno dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento (uno degli ordini più antichi, cui lo stesso Buonarroti era profondamente legato) e dal professore Michele Rak. Per ben 10 anni, la Salerno ha lavorato duramente alla ricostruzione dell’ultimo periodo della vita di Michelangelo, studiando centinaia di documenti, carteggi e testamenti sparsi in vari archivi, sia in Italia che all’estero. E alla fine ha scoperto l’esistenza di una camera segreta in cui le opere dell’artista vennero nascoste, ad opera dei suoi allievi che ne eseguirono le ultime volontà.
Una stanza contenente “materiale tanto prezioso da prevedere un sistema di chiavi multiple per la sua apertura”, ha raccontato Valentina Salerno al “Messaggero”. Tuttavia, al suo interno ormai da tempo non c’è più alcuna opera: ha dunque inizio la caccia al tesoro, che potrebbe portare alla scoperta di numerosi bozzetti, disegni e sculture appartenuti a Michelangelo – e finora mai identificati. Le prime sorprese non si sono fatte attendere, e chissà quanti altri capolavori appariranno in futuro.
Le preziose opere d’arte sconosciute di Michelangelo
Una volta emersa la verità sulle opere che Michelangelo Buonarroti custodiva nella sua dimora all’epoca della sua morte, il Vaticano ha dato vita ad un comitato scientifico composto da massimi esperti, nel tentativo di individuare il prezioso tesoro appartenuto ad uno degli artisti più importanti di tutti i tempi. Al momento sono state identificate circa 20 opere d’arte, sulle quali vige il massimo riserbo. Ma è probabile che ne verranno trovate molte altre, vista la sterminata eredità che Buonarroti dovrebbe aver lasciato ai suoi allievi.
Questa storia, finora rimasta sconosciuta ai più, è emersa quando il 5 febbraio scorso la casa d’aste Christie’s, a Londra, ha venduto il bozzetto del piede della Sibilla Libica ad un prezzo record – oltre 27 milioni di dollari. Di questo disegno nessuno sapeva l’esistenza, ma è ormai certo che sia stato realizzato da Buonarroti. “Vedendo quell’asta ho avuto un tuffo al cuore. Effettivamente quel piccolo disegno è di Michelangelo e ci sono tutti i passaggi che naturalmente anche io ho ricostruito nel dettaglio, comprese alcune tappe d’attribuzione che paradossalmente mancano alla casa d’aste. Per me è una gioia” – ha affermato Valentina Salerno.
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