Nel mare di Taranto è tornato un mollusco rarissimo da record
Nelle acque del Mare di Taranto è tornata la Pinna Nobilis, un mollusco a rischio di estinzione che era conosciuto sin dagli antichi greci

A causa dell’inquinamento dei nostri mari negli ultimi anni si era assistito alla progressiva scomparsa della “Pinna Nobilis”, il più grande bivalve presente nel Mar Mediterraneo. Ora qualche esemplare è stato avvistato nelle acque del Mare di Taranto e la cosa fa ben sperare.
La “Pinna Nobilis” torna nel Mare di Taranto
L’inquinamento, il surriscaldamento delle acque e la maggiore presenza di barche e motoscafi negli anni hanno fatto venire meno la presenza della Pinna Nobilis. La “Pinna Nobilis” anche nota come nacchera, pinna comune, cozza penna o stura, è una specie endemica del Mar Mediterraneo che si trovava spesso situata in mezzo alle praterie di Posidonia oceanica. Purtroppo, questo mollusco bivalve è ritenuto da tempo a rischio estinzione. Per questo l’Unione internazionale per la conservazione della natura ha classificato la Pinna Nobilis come una specie gravemente in pericolo, posizionandola ad un livello prima dell’estinzione.
La natura, però, ci regala spesso delle sorprese e da qualche tempo sui fondali del Mar Piccolo di Taranto sono stati rinvenuti alcuni esemplari vivi di Pinna Nobilis. Questi molluschi sono presenti da milioni di anni nel nostro ecosistema tanto che anche gli antichi greci conoscevano questa specie. La Pinna Nobilis solitamente può vivere più di 20 anni e registra uno sviluppo molto rapido nei primi anni di vita dato che cresce in media 10 cm all’anno. L’animale può raggiungere anche un metro di lunghezza, ma la dimensione media della conchiglia di un esemplare adulto è intorno ai 65 cm.
Questo organismo vive fissato nella sabbia o nella roccia e nella parte superiore ha una cavità da cui respira e si nutre. Come altri molluschi marini, anche la Pinna Nobilis genera dei filamenti con i quali si ancora al fondo del mare. Questi fili, sottili e robusti, rappresentano sin dal tempo degli antichi greci un materiale davvero prezioso. I fili, infatti, servivano per produrre un filamento detto “bisso marino” che era utilizzato già migliaia di anni fa per la tessitura di preziosi indumenti. Persino Aristotele ha raccontato come il bisso venisse lavorato per creare pezzi rari e ricercati che si trovavano nelle più importanti corti. Con il tempo e con la scomparsa di questo mollusco dal Mediterraneo la lavorazione del bisso marino è quasi del tutto scomparsa.
Mare caldo: cosa sta succedendo a Taranto
C’è stata molta felicità quando i volontari dell’associazione “Mare per Sempre” in collaborazione la Capitaneria di Porto di Taranto hanno rinvenuto e filmato la presenza della Pinna Nobilis nei fondali del Mediterraneo. La situazione nel Mar Mediterraneo, in particolare le acque a largo della costa di Taranto stanno da tempo preoccupando. Basta solo pensare che quest’anno il Mar Mediterraneo è più caldo di 4-5 gradi rispetto alla media. La crisi climatica e le temperature sempre più alte stanno, infatti, stanno causando gravi conseguenze.
In particolare, nel golfo della città pugliese, la situazione è davvero critica. Come denunciato anche da ‘La Repubblica’, già da metà giugno non si trovano più le cozze a causa del forte caldo. Non solo, anche i cavallucci marini continuano a calare di numero. Insieme alla diminuzione (o scomparsa) di alcune specie si rileva l’aumento di meduse e vermocane così come di diverse specie aliene.
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