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Le luminarie di Natale di Jesi sono un caso

Le luminarie di Natale a Jesi sono diventate un caso: la zona di via Garibaldi rischia di restare al buio per le festività ed è scoppiata la polemica

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Luminarie Natale

Le luminarie a Jesi sono diventate un caso: la zona di via Garibaldi, una delle strade storiche del commercio cittadino, rischia di rimanere al buio nel periodo delle festività natalizie

Perché le luminarie di Natale a Jesi sono diventate un caso

La tradizione nella città in provincia di Jesi, in vista del Natale, prevede che il Comune si occupi degli addobbi del centro storico, mentre l’installazione delle luminarie negli altri quartieri si basa sostanzialmente sull’autofinanziamento dei residenti e in modo particolare sulla collaborazione economica dei commercianti.

In via Garibaldi, però, negli ultimi anni il tessuto commerciale e demografico del quartiere ha subito delle profonde trasformazioni: molte botteghe storiche hanno chiuso oppure hanno ceduto il passo a nuove attività, in alcuni casi di origine straniera come minimarket, macellerie etniche e kebab.

Quest’anno il numero di commercianti disposti a contribuire economicamente per le luminarie di Natale si è ridotto all’osso: molte delle nuove attività, vuoi per ragioni culturali o per priorità di gestione, non hanno contribuito alla raccolta per gli addobbi natalizi e con una spesa da dividere tra pochi commercianti, l’unica strada da percorrere è stata quella di rinunciare alle luminarie. Una decisione che ha creato non poche polemiche.

La protesta dei commercianti

Sono molti i commercianti del quartiere di Jesi che hanno detto la loro riguardo la vicenda delle luminarie, manifestando amarezza per quello che sta succedendo. “Quest’anno siamo quattro o cinque gatti” ha dichiarato la titolare di un negozio di pasta fresca, a Jesi dal 1988.

Al momento nella zona è prevista solo qualche lucina di Natale, mentre qualche negoziante, pur di non rinunciare all’atmosfera natalizia, ha deciso di abbellire la vetrina della propria attività come può: “Io ho addobbato la mia vetrina in maniera autonoma – ha spiegato una commerciante – mentre per quanto riguarda il quartiere abbiamo messo quello che potevamo, perché ovviamente la spesa era troppo grande da sostenere, visto che il numero di negozianti a partecipare si è ridotto al minimo”.

Un altro commerciante, si legge sul ‘Corriere Adriatico’, ha commentato così la questione legata alle luminarie: “Non voglio far polemica, le luci le abbiamo sempre pagate noi commercianti. Siccome quest’anno non si potevano fare le cinque file di luci degli anni scorsi, allora ciascuno ha deciso di fare il suo come può”. E la titolare di un’altra attività ha spiegato: “Abbiamo ridotto la quantità di addobbi natalizi perché siamo rimasti in sette, ma il Natale sarà illuminato anche a San Giuseppe”.

Polemica la titolare di un’attività del quartiere: “L’albero in mezzo alla rotatoria le chiamate luminarie! Non vi smentite mai, l’unica cosa che siamo riusciti a mettere noi negozianti del quartiere, almeno quello. State zitti se il quartiere non lo vivete”.

Nel frattempo il Sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, ha parlato ai microfoni di ‘TgCom24’ del caso luminarie in città: “Il Comune fa quello che ha sempre fatto, quindi attrezza le luminarie nel centro storico della città, mentre tutte le altre città si organizzano come possono. Penso che questa storia sia stata impostata in modo sbagliato, con un racconto che la città non merita. Non c’è nulla di irrisolvibile, a patto che si voglia risolvere”.