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Il Giandujotto di Torino è di nuovo al centro di un caso

Il Giandujotto di Torino è al centro di un caso nell'ambito del riconoscimento di prodotto di Indicazione Geografica Protetta: cosa sta succedendo

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Giandujotto

Il Giandujotto di Torino, da tempo in odore di riconoscimento come prodotto Igp, è al centro di un nuovo caso.

Battaglia per il Giandujotto di Torino Igp: cosa succede

Come riferito da ‘Ansa’, Lndt & Sprüngli ha depositato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il provvedimento con cui il Ministero dell’Agricoltura aveva disposto la trasmissione alla Commissione europea del disciplinare per il riconoscimento del Giandujotto di Torino Igp.

Il provvedimento impugnato aveva chiuso la fase nazionale dell’opposizione, avviando il passaggio del fascicolo a Bruxelles per l’esame da parte della Commissione dell’UE. La multinazionale ha deciso di opporre la propria opposizione, contestando la sovrapponibilità della denominazione protetta con il proprio marchio registrato Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino.

Stando a quanto riportato dall’agenzia, il ricorso al Tar del Lazio si basa sulle stesse argomentazioni sollevate da parte di Lindt & Sprüngli in sede amministrativa, che il Ministero aveva esaminato e respinto con il decreto datato 23 marzo 2026: in quel caso le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino (l’organismo che riunisce diverse imprese piemontesi nel settore cioccolatiero) furono ritenute sufficienti a superare l’opposizione amministrativa.

Il ricorso presentato potrebbe avere anche delle conseguenze sulla tempistica della procedura europea: secondo l’articolo 16 del Regolamento UE 2024/1154, infatti, è prevista che la Commissione possa sospendere l’esame della domanda di registrazione, in attesa della decisione del giudice nazionale. Adesso il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento ministeriale e la data dell’udienza non è ancora stata fissata.

Giandujotto di Torino Igp, la posizione di Coldiretti

Dopo la notizia del ricorso presentato da Lindt & Sprüngli è arrivato il commento di Bruno Mecca Cici, il presidente di Coldiretti Torino: “Il nuovo ricorso della multinazionale contro l’iter di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta del Giandujotto di Torino è un attacco al sistema delle piccole produzioni agroalimentari della nostra città e del territorio – si legge su ‘Torino Cronaca’ – Dopo tutti questi anni e dopo il termine dell’iter stavamo aspettando il pronunciamento europeo, ma ora si rischia un nuovo stop in attesa della giustizia amministrativa”.

E ancora: “Il nostro Giandujotto deve essere buono, rispettare le norme europee sull’ambiente e tutelare i diritti dei lavoratori dei campi, oltre a garantire la giusta remunerazione per le aziende agricole”.

Nei mesi scorsi era arrivato il sostegno di Coldiretti di Torino per la candidatura al riconoscimento del Giandujotto del Capoluogo piemontese come Igp, Indicazione Geografica Protetta, in seguito alla richiesta licenziata dal Ministero dell’Agricoltura da trasmettere alla Commissione europea.

La posizione di Caffarel: “Il ricorso non intende ostacolare il riconoscimento Igp”

Attraverso un comunicato, Caffarel ha voluto specificare che non esiste alcuna intenzione di ostacolare o rallentare il processo per il riconoscimento Igp del Giandujotto di Torino, e che il ricorso presentato al Tar del Lazio è finalizzato solo a ottenere la certezza giuridica sulla protezione del proprio marchio:

“Caffarel ribadisce di non voler contestare il riconoscimento Igp del gianduiotto. L’azienda, che è unanimemente riconosciuta come l’inventrice del gianduiotto e che ancora oggi produce presso lo storico stabilimento di Luserna San Giovanni in provincia di Torino, ha sempre sostenuto che tale percorso debba tuttavia convivere con la piena tutela del proprio marchio ’Gianduia 1865. L’autentico Gianduiotto di Torino’.

Poiché il provvedimento attuale prevede soltanto una tutela limitata del marchio denominativo per 15 anni, Caffarel ha presentato ricorso al Tar al solo fine di ottenere certezza giuridica su una protezione piena e stabile del proprio marchio, registrato nel 1972 e regolarmente rinnovato. Il ricorso non intende rallentare né ostacolare il processo dell’Igp ma assicurare una convivenza chiara tra il riconoscimento dell’Igp e il marchio di Caffarel”.