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La frana di Petacciato si è riattivata: è la più estesa d'Europa

In Molise si è appena riattivata la frana di Petacciato, considerata come la più estesa d'Europa: stop alla viabilità per auto, mezzi pesanti e treni

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

In Molise si è riattivata la frana di Petacciato, considerata da molti come la più estesa d’Europa: nella giornata di martedì 7 aprile 2026 è scattato l’alert nella zona interessata, con ripercussioni negative sulla mobilità stradale e ferroviaria.

In Molise si è riattivata la frana più estesa d’Europa

La riattivazione della frana ha portato alla chiusura dell’autostrada A14, con l’asfalto lesionato in diversi punti, e della linea ferroviaria Bari-Pescara, con alcuni binari deformati. Dalla mezzanotte dell’8 aprile è entrato in vigore il divieto di transito per mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate sull’autostrada a14 tra Val di Sangro e Vasto Sud in direzione Bari.

In una nota di Autostrada per l’Italia è stato spiegato che il provvedimento, disposto in accordo con tutte le autorità competenti in via precauzionale, si aggiunge alla chiusura per tutti i veicoli dei tratti Vasto Sud-Termoli in direzione Bari e Poggio Imperiale-Vasto Sud in direzione Pescara.

Fabio Ciciliano, medico, dirigente pubblico e poliziotto italiano a capo del Dipartimento della Protezione Civile, ha parlato così dei tempi necessari al ripristino della viabilità nella zona in cui si è riattivata la frana:

“Il fronte di frana è di circa quattro chilometri, quindi è lunghissimo. Si tratta di una frana storica di cui già si era perfettamente a conoscenza. Proprio perché il fronte è così ampio, la soluzione alternativa per la ricerca della viabilità ordinaria, stradale e ferroviaria è particolarmente complessa. Fino a che la frana non si ferma non è possibile fare alcun tipo di ripristino infrastrutturale.

C’è bisogno di qualche settimana, se non addirittura di qualche mese. Sono state evacuate circa cinquanta persone, dal Comune, ovviamente sono quelle situazioni che ci preoccupano di più perché la frana non è ferma in questo momento, si sta muovendo”.

La frana di Petacciato e il precedente del 2015

Il fronte franoso che ha portato alla chiusura dell’autostrada A14 in via precauzionale è uno dei più grandi d’Europa: la frana si riattiva periodicamente da più di un secolo e l’ultimo movimento importante risale al 18 marzo del 2015, quando fu necessario abbattere una decina di case.

In quell’occasione ci fu uno smottamento che produsse una ferita molto profonda: l’asfalto si spezzò, provocando un dislivello di circa 15 metri e provocando anche uno scalino. Al tempo il sindaco di Petacciato, Alberto di Vito, ricordò che si tratta di una delle frane più grandi d’Europa, con un “cucchiaio di scivolamento di alcuni chilometri che parte dal paese e arriva fin dentro al mare, comprendendo anche la spiaggia”.

Il primo cittadino del Comune in provincia di Campobasso piegò l’accaduto come un “fenomeno naturale difficilmente contrastabile che si risveglia in caso di piogge molto abbondanti”. La riattivazione di quest’anno è avvenuta proprio in seguito a un periodo di maltempo: già da diversi giorni era chiuso lo stesso tratto della strada statale 16 a causa del crollo del ponte sul Trigno.

Nell’area è da tempo attivo un sistema di monitoraggio composto da due tipologie di sensori: un sull’infrastruttura per monitorare il comportamento della carreggiata, l’altra sul terreno, così da poter monitorare il movimento. Al riattivarsi della frana, il sistema di prevenzione è entrato in funzione lanciando l’alert: in questo modo è stata prontamente disposta la chiusura delle strade e la sospensione dei collegamenti ferroviari.