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Dua Lipa e le nozze "nell'ex covo della Mafia": bufera Telegraph

Il The Thelegraph ha pubblicato un articolo descrivendo il matrimonio tra Dua Lipa e Callum Turner come le nozze "nel covo della mafia siciliana"

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Dua Lipa e Callum Turner

Le nozze siciliane di Dua Lipa e Callum Turner avrebbero dovuto essere un momento di popolarità per la coppia e per la Sicilia. La popstar britannica e l’attore inglese hanno infatti scelto Palermo e Bagheria per celebrare il loro matrimonio con una serie di eventi esclusivi che hanno attirato ospiti provenienti da tutto il mondo. In questo fine settimana di festeggiamenti, però, una polemica internazionale ha finito per oscurare in parte l’attenzione sulle celebrazioni. Al centro della bufera c’è un articolo pubblicato dal quotidiano britannico ‘The Telegraph’ che ha scelto di raccontare l’evento attraverso il tema della mafia. Il giornale ha, infatti, scritto che “l’ex covo della mafia siciliana ospiterà il matrimonio da favola dell’anno”. Parole che hanno immediatamente suscitato proteste istituzionali e reazioni indignate da parte del mondo politico siciliano.

L’articolo del Telegraph sulle nozze di Dua Lipa nel presunto “covo della mafia”

Il Telegraph ha dedicato un articolo alle nozze della cantante Dua Lipa e dell’attore britannico Turner, scegliendo però una chiave narrativa che ha suscitato forti critiche. Come riporta il ‘Corriere della Sera’, nel titolo originale, il quotidiano aveva definito Bagheria come “the Sicilian mafia nest”, letteralmente “il covo della mafia siciliana”. Successivamente, dopo le polemiche, il giornale ha modificato aggiungendo la parola “former”, trasformandola in “ex covo della mafia siciliana”.

L’articolo descrive Villa Valguarnera, la storica dimora settecentesca scelta per parte dei festeggiamenti, come una “one-time Cosa Nostra stronghold”, ovvero un’ex roccaforte mafiosa. Un’impostazione che ha fatto discutere soprattutto perché applicata a un evento che nulla ha a che fare con la criminalità organizzata.

Nel testo, il Telegraph ricostruisce anche alcune delle pagine più oscure della storia di Bagheria, citando episodi legati alla presenza mafiosa durante il secolo scorso. Il giornale racconta, però, anche il cambiamento della città, il suo sviluppo turistico e la valorizzazione delle ville storiche.

La risposta di Schifani al Telegraph

Tra le reazioni più dure c’è stata quella del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha commentato la vicenda con parole riportate dal Corriere della Sera: “Prendo atto che il Telegraph ha modificato il titolo del proprio articolo sulle nozze di Dua Lipa, sostituendo l’inaccettabile riferimento al ‘covo della mafia’ con l’espressione ‘ex covo della mafia’”.

Il governatore ha riconosciuto che la modifica rappresenta una rettifica significativa, ma ha precisato che non può essere considerata sufficiente. “Si tratta di una correzione doverosa, che conferma come le critiche mosse dalla Sicilia fossero fondate”, ha aggiunto.

Secondo Schifani, il problema va oltre il semplice cambio di una parola nel titolo. Sempre nelle dichiarazioni riportate dal ‘Corriere della Sera’, il presidente della Regione ha infatti affermato: “Il danno d’immagine arrecato alla Sicilia e ai siciliani è stato enorme, perché ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico”.

Anche il Sun parla di nozze e mafia

Il Telegraph non è stato l’unico giornale britannico a utilizzare riferimenti alla criminalità organizzata per raccontare il matrimonio di Dua Lipa. Anche il tabloid Sun ha scelto una linea simile.

Uno dei titoli pubblicati dal giornale recita infatti: “Sun, sea and Sopranos, brutal past of mafia chic wedding isle”, tradotto come “Sole, mare e Soprano, il passato brutale dell’isola chic mafiosa”. Anche in questo caso il richiamo alla mafia è evidente. Il riferimento è ai Soprano, titolo di una celebre serie televisiva americana sui boss mafiosi che viene utilizzato come chiave per introdurre la Sicilia ai lettori britannici.