Divieti a Tropea: cosa non si può fare nella perla della Calabria
Il sindaco di Tropea ha varato un'ordinanza comunale che vieta alcuni comportamenti in questa nota località balneare della Calabria

Tropea, nota località balneare della Calabria, tra le mete più gettonate dai turisti in Italia, ha deciso di varare alcuni divieti per l’estate 2019.
Il sindaco di questa “perla” della costa del vibonese, Giovanni Macrì, ha vietato con un’ordinanza di circolare o sostare a torso nudo o in costume da bagno in tutto il centro cittadino, al di fuori della cosiddetta area marina. Inoltre, nel paese di Tropea, per decreto comunale, vige anche il divieto di camminare scalzi.
Le multe per i trasgressori oscillano dai 125 euro a un massimo di 500 euro. La Polizia Locale, inoltre, in caso di reiterazione del fatto illecito, è legittimata ad allontanare il trasgressore dal luogo in cui è stato commesso.
A rendere necessario il provvedimento del sindaco di Tropea, come si legge nell’ordinanza, sono state “le proteste e le richieste quotidiane di intervento avanzate da moltissimi cittadini residenti e turisti” contro i frequenti “comportamenti che vengono avvertiti dalla generalità delle persone come contrari al decoro e alla decenza tipici del normale convivere civile”.
A giudicare dai commenti entusiastici degli utenti su Facebook sotto al post con cui l’amministrazione comunale ha reso nota l’ordinanza, il provvedimento adottato nel paese in provincia di Vibo Valentia si preannuncia come un “successo”.
Dall’inizio dell’estate, ordinanze simili sono state varate anche in altre località balneari italiane, come ad esempio Andria, Barletta e Margherita di Savoia in Puglia, Baia Domizia in Campania e Viareggio in Toscana.
In Italia sono diversi i divieti studiati dalle amministrazioni comunali in difesa del decoro. A Venezia, ad esempio, contro il “turismo cafonal”, si è pensato di vietare di sedersi e sdraiarsi a terra e di occupare i gradini delle chiese e i masegni (la caratteristica pavimentazione della città lagunare), presi d’assalto ogni anno da milioni e milioni di persone.
A Pompei, invece, per favorire l’adozione di comportamenti rispettosi di questa preziosa area archeologica, è stato vietato di scattarsi selfie in piedi sulle colonne, di far correre i bambini all’interno dell’area e di introdurre cani di grossa taglia. È vietato anche ascoltare radio o altri dispositivi audio ad alto volume ed entrare nell’area archeologica a torso nudo, in abito da cerimonia o con borse, ombrelli, valigie o zaini voluminosi.
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