Cusago, il castello che fu di Berlusconi in vendita a 10 milioni
In vendita il Castello di Cusago, edificio nel Comune della Città Metropolitana di Milano che tra i proprietari ha avuto anche Silvio Berlusconi
Il castello di Cusago è in vendita: si tratta dell’antica residenza di caccia dei duchi di Milano che nel corso dei secoli ha cambiato diversi proprietari e tra questi, per un periodo, c’è stato anche Silvio Berlusconi.
Quanto costa il Castello di Cusago messo in vendita
Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, il castello di Cusago è stato messo in vendita per quasi 10 milioni di euro: la cifra esatta è di 9.750.000 euro per l’edificio di 6.000 metri quadrati più il relativo parco da 15.000 metri quadrati. Al quotidiano, il titolare dell’agenzia immobiliare che si sta occupando delle trattative ha dichiarato:
“Per noi non è la prima volta, abbiamo già gestito la vendita di un castello in Val d’Aosta, ma in questo caso la storia è più prestigiosa. Abbiamo già ricevuto sei richieste, due sono già nostri clienti, uno è svizzero e l’altro è italiano. L’idea è di trasformarlo in un immobile di lusso, che sia una struttura ricettivo-alberghiera, oppure appartamenti. Il tetto è stato completamente rifatto e anche la torre è stata consolidata grazie a un investimento della proprietà di 2 milioni e mezzo di euro”.
Tra i proprietari del castello nel corso del XX Secolo c’è stato anche Silvio Berlusconi, in un periodo in cui il Cavaliere realizzò importanti interventi immobiliari a Cusago. Berlusconi non restaurò mai l’edificio e lo rivendette nel 2003 a una cordata di imprenditori.
Delle sorti del castello ha parlato così il sindaco di Cusago, Gianmarco Reina: “Negli anni Ottanta alcune famiglie abitavano nel castello, poi c’erano uffici, una trattoria e un’officina, ma soprattutto nel cortile e nel parco si tenevano sagre estive con migliaia di persone. L’annuncio della vendita? Diciamo che vederlo sul web, alla stregua di immobili come cascine o appartamenti, fa un certo effetto”.
E ancora: “L’errore madornale è stato fatto nel 2003, quando l’allora amministrazione ebbe la possibilità di acquistarlo per 848 mila euro e non esercitò il diritto di prelazione. Se mai si arriverà a una vendita, apriremo un canale con i nuovi proprietari per una negoziazione, che permetta l’utilizzo di una parte del parco o dell’immobile alla cittadinanza. Il Castello è il simbolo di Cusago, i residenti non possono restarne esclusi completamente”.
La storia del castello di Cusago e i suoi proprietari
Il castello visconteo di Cusago venne costruito per volere di Bernabò Visconti tra il 1360 e il 1369 sopra quello che rimaneva di una fortificazione longobarda. La struttura venne eretta per fungere da residenza di caccia durante le battute nella riserva viscontea che arrivava fino a Vigevano.
Quello che inizialmente era un fortilizio medievale venne poi ingentilito da Filippo Maria Visconti, il quale fece costruire le sale di rappresentanza interne e fu l’artefice dell’escavazione del Naviglietto, diramazione del Naviglio Grande fatta scavare partendo da Gaggiano, così da rendere più agevole arrivare alla struttura.
Nel corso dei secoli sono stati diversi i signori del castello: Ludovico il Moro, per citarne uno, ma anche il duca Francesco II Sforza che nel 1523, per saldare alcuni debiti decise di venderlo al conte Massimiliano Stampa. Nel XX Secolo il castello versava da tempo in stato di decadenza e venne trasformato in una grande cascina agricola abitata da circa trenta famiglie.
Si arriva al 1973 quando Anna Maria Casati Stampa di Soncino decise di vendere il castello alla Coriasco Immobiliare, nella cui orbita gravitavano Silvio Berlusconi e l’avvocato Cesare Previti. Pochi anni dopo, la società vendette i terreni e il castello ai Cantieri Riuniti Milanesi, acquisiti proprio da Silvio Berlusconi.
In seguito l’edificio venne venduto a una società formata da un gruppo di imprenditori con l’obiettivo di farne una scuola florovivaistica legata al Parco Agricolo Sud Milano, un progetto che però non fu mai realizzato. Nel 2016 il Comune di Cusago comunicò la vendita a un’altra società immobiliare che iniziò i lavori di restauro.
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