Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Caso Guerriero di Capestrano: l'antica statua è un falso?

Il caso del Guerriero di Capestrano: quella che viene considerata la più antica statua monumentale dell'Italia preromana potrebbe essere un falso

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il Guerriero di Capestrano

Prosegue la vicenda del Guerriero di Capestrano, antica statua preromana: sulla scultura ritrovata in Abruzzo negli anni Trenta del Secolo scorso sono stati avanzati dubbi legati all’autenticità.

Perché si pensa che la statua del Guerriero di Capestrano sia un falso

Tiene banco ormai da tempo la questione legata all’autenticità del Guerriero di Capestrano, considerata la più antica statua monumentale dell’Italia preromana: il giornalista e divulgatore scientifico Alessio Consorte, nel mese di febbraio del 2026, si è mosso presso la Procura della Repubblica di Pescara per accertare eventuali responsabilità sul mancato rilascio di atti relativi alle indagini diagnostiche xrf effettuate su alcuni dei reperti archeologici più importanti d’Abruzzo.

Nel film-inchiesta realizzato dallo stesso Consorte, intitolato ‘Il guerriero mi pare strano’, il giornalista aveva messo in discussione la vera natura della statua, parlando di “documentazione dichiarata esistente ma mai consegnata”. Sempre nel fil, l’autore ipotizza che l’opera potrebbe non risalire al VI Secolo avanti Cristo e che potrebbe essere un falso realizzato poco prima del ritrovamento, e successivamente utilizzato dal regime fascista per comprovare la grandezza dei popoli italici.

Tale tesi è stata sempre respinta dalla comunità degli archeologi, ma ciò non è bastato per fugare i dubbi circa la vera natura della statua. L’ipotesi di Consorte si basa su indizi di natura diversa, a cominciare da una lettera in cui un archeologo faceva riferimento a una truffa relativa al Guerriero e passando per le presunte anomalie dell’epigrafe incisa sulla statua; sollevati dubbi anche sulle circostanze del ritrovamento.

La storia della statua del Guerriero Capestrano

In attesa di capire come finirà la vicenda relativa all’autenticità della statua di Capestrano, vale la pena ripercorrere i punti salienti della sua storia: la scultura in calcare tenero locale risalirebbe al VI Secolo avanti Cristo ed è stata rinvenuta in una necropoli dell’antica città di Aufinum, località situata nei pressi di Capestrano, in Abruzzo.

La statua, raffigurante un guerriero dell’antico popolo italico dei Vestini, rappresenta una delle opere più significative dell’arte italica: è alta più di due metri ed è attualmente custodita all’interno del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti.

Molto interessante anche la storia del suo ritrovamento, avvenuto il 28 settembre del 1934: a trovare la statua fu un contadino, durante i lavori di dissodamento del suo podere a Foscapano, nel territorio di Capestrano; l’uomo consegnò il reperto al Real ispettore aggiunto alle antichità, gesto testimoniato da una lettera verbalizzata e autografata.

Il Guerriero di Capestrano venne trovato sul territorio abruzzese in frammenti che furono ricomposti in seguito: il fatto che la scultura avesse le gambe mozzate in modo netto e preciso, segnale di un’azione volontaria nel tentativo di tirare giù la statua, indisse gli archeologi a effettuare scavi successivi che portarono alla scoperta di una vera e propria necropoli, dove vennero trovati diversi manufatti ornamentali femminili.

La scultura rappresenta una figura maschile stante, con le braccia ripiegate sul petto, in costume militare; la testa è coperta da un elmo da parata a disco che copre le orecchie e ha una maschera sul volto, mentre il torace è protetto da dischi corazza retti da corregge.