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Il campanile di Giotto a Firenze rinasce: al via il restauro

Il Campanile di Giotto a Firenze cambia volto con un grande restauro che durerà cinque anni e interesserà per la prima volta l’intera struttura

4 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

A Firenze il Campanile di Giotto si prepara a cambiare volto con un intervento che accompagnerà il monumento per i prossimi cinque anni e che, per la prima volta, interesserà l’intera struttura. Con le impalcature ormai completate, il restauro può entrare nel vivo, mentre la torre continuerà ad accogliere i visitatori durante tutto il cantiere.

Cosa prevede il grande restauro del Campanile di Giotto

A Firenze, l’intervento avrà una durata prevista di cinque anni e comporterà un investimento superiore ai 7 milioni di euro, interamente sostenuto dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, il lavoro partirà dalle parti più alte della torre e procederà progressivamente verso il basso, così che le porzioni già restaurate possano tornare visibili man mano che il cantiere avanza.

Prima degli interventi veri e propri è stata condotta una fase di studio dello stato di conservazione del monumento che hanno evidenziato alterazioni che interessano soprattutto i rivestimenti lapidei, costituiti dai caratteristici marmi bianchi, dal Verde di Prato e dal rosso di Cintoia.

Nel tempo pioggia, polveri, inquinamento e azione della luce hanno modificato le superfici, sulle quali si sono formati anche depositi e incrostazioni; il programma prevede quindi la pulitura e il consolidamento delle parti esterne e interne, oltre a interventi mirati sulle zone che presentano fessure, lacune o altri segni di deterioramento.

Le tecniche saranno definite anche in base alle condizioni incontrate nel corso dei lavori, dopo le analisi già avviate e sotto la sorveglianza della Soprintendenza.

Si tratta di un passaggio importante anche nella storia conservativa della torre. Progettato da Giotto a partire dal 1334, il campanile fu portato avanti dopo la sua morte da Andrea Pisano e completato da Francesco Talenti nel 1359.

Nel Novecento erano già stati eseguiti interventi significativi, fra cui la rimozione delle sculture originali dei livelli inferiori, poi trasferite nel Museo dell’Opera del Duomo e sostituite con copie. Da allora si sono succeduti restauri circoscritti, mentre il progetto attuale coinvolgerà l’edificio nel suo complesso.

Perché il cantiere del Campanile di Giotto è così particolare

Uno degli aspetti più insoliti dell’intervento riguarda gli ospiti che da anni hanno scelto il complesso del Duomo come propria casa, tra cui una coppia di falchi pellegrini che ha infatti nidificato in una delle 149 buche pontaie presenti sulla torre, proprio nella zona interessata dall’allestimento delle strutture necessarie ai lavori.

La presenza del nido ha inciso direttamente sull’organizzazione del cantiere, il cui avvio del montaggio era stato inizialmente previsto per marzo, periodo che coincideva però con la deposizione delle uova.

I lavori sono stati quindi rimandati e adattati alle esigenze degli animali, in collaborazione con la Lipu e con esperti ornitologi. Dopo la schiusa, i tecnici hanno atteso che i tre piccoli crescessero abbastanza da poter volare prima di completare l’impalcatura.

Anche la struttura del ponteggio è stata modificata per lasciare libero lo spazio intorno al nido. In quattro mesi è stato realizzato un ponteggio alto 86 metri, progettato per ridurre l’impatto visivo sul monumento e per non interferire con il suo equilibrio statico.

Durante i lavori sarà comunque possibile continuare a salire sul Campanile e raggiungere la terrazza sommitale attraverso i 414 gradini del percorso interno; l’Opera del Duomo avverte soltanto che, per effetto del cantiere, la vista potrà essere parzialmente limitata.

Il risultato sarà visibile poco alla volta, dall’alto verso il basso, mentre il Campanile continuerà a far parte della vita quotidiana di piazza del Duomo anche durante i cinque anni di lavori.